170 anni dalla nascita di Vincent Van Gogh, il genio "stellare" olandese
170 anni dalla nascita di Vincent Van Gogh, il genio "stellare" olandese

Difficile definire Vincent Van Gogh in poche parole. 170 anni dopo, il mito della “notte stellata” continua a non cadere nella banalità.

Una notte stellata, colori esplosivi e mille sensazioni. Sono le caratteristiche che hanno accompagnato Vincent Van Gogh: genio visionario, uomo tormentato, artista rivoluzionario. I suoi quadri e i suoi disegni hanno da sempre rappresentato le infinite sfumature della sua vita, rendendolo tra i più apprezzati nell’arte impressionistica (ma non troppo).

170 anni dalla nascita di Vincent Van Gogh, il genio "stellare" olandese
170 anni dalla nascita di Vincent Van Gogh, il genio “stellare” olandese

L’olandese, infatti, amava le tonalità calde usate dagli impressionisti, mentre non apprezzava il metodo sommario e poco disegnativo di questi artisti, in quanto lui apparteneva ad uno stile più tenebroso, fortemente ancorato ai valori del passato. Inoltre riteneva che il disegno fosse fondamentale, a differenza degli impressionisti che davano meno importanza a questo aspetto.

La sua anima tormentata, il suo essere tenebroso, lo hanno accompagnato per tutta la sua vita artistica e postuma, e lo si può ben notare dall’utilizzo dei colori sulla tela in base al proprio stato d’animo.

Vincent Willem van Gogh nasce a Zundert, un piccolo villaggio nella provincia del Brabante nei Paesi Bassi il 30 marzo 1853. Figlio del pastore protestante Theodorus van Gogh e di Anna Cornelia Carbentus, cresce in umili condizioni insieme ai suoi cinque fratelli minori. Lavora come mercante d’arte tra l’Aia, Londra e Parigi, abbandona una agiata carriera a causa di una cocente delusione sentimentale. In seguito si cimenta in attività temporanee: viaggia, insegna, fa il commesso, si iscrive alla facoltà di teologia di Amsterdam fino a quando, all’età di 27 anni, sceglie di dedicare la sua vita all’arte.

Le sue prime opere raffigurano l’Olanda più umile. Trasferitosi, poi, a Parigi, incontra l’arte luminosa degli impressionisti. 

I quadri più famosi di Vincent Van Gogh

Tra le sue opere più famose, indimenticabili I Girasoli (1888-1889, Van Gogh Museum (Vincent van Gogh Foundation), Amsterdam), Autoritratto con orecchio bendato (1889, The Courtauld Institute Of Art, Londra), La camera di Vincent ad Arles (ottobre 1888; olio su tela, 72 x 90 cm; Amsterdam, Van Gogh Museum), Terrazza del caffè la sera, Place du Forum, Arles (16 settembre 1888; olio su tela, 80,7 x 65,3 cm; Otterlo, Kröller-Müller Museum), Notte stellata (giugno 1889; olio su tela, 73,7 x 92,1 cm; New York, Museum of Modern Art), Il giardiniere (settembre 1889; olio su tela, 61 x 51 cm; Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea).

Una fortuna arrivata troppo tardi

Nonostante la realizzazione di oltre 800 opere, quest’ultime vengono notate solamente negli ultimi due anni di vita. Un ritardo di fama notevole visto che allo stesso tempo lo stato di salute del pittore precipita, alternando sempre più spesso momenti di calma e lucidità ad allucinazioni e compulsioni, fino ad arrivare a un gesto estremo.

Il 27 luglio 1890, poco dopo aver terminato uno dei suoi capolavori più famosi, Campo di grano con corvi, il pittore tenta il suicidio con un colpo di pistola nei campi di Auverse. Vicenda poi rivalutata come un “incidente”.

Tuttavia, dopo due giorni di agonia, Van Gogh muore nella locanda di Arthur Ravoux, tra le braccia del fratello Theo.

L’immortalità di Vincent Van Gogh vive tutt’oggi nei musei di tutto il mondo, contemplando un arte non capita all’epoca me forse destinata a momenti migliori.