Ingresso del Castello di Fiumefreddo Bruzio
Ingresso del Castello di Fiumefreddo Bruzio

Ammirato per la sua posizione strategica, adagiato su uno sperone roccioso che offre una spettacolare visione della costa, il castello della Valle, diviene ogni anno meta di molti visitatori. Esso sorge accanto all’antico borgo di Fiumefreddo Bruzio (anticamente chiamato “Flumen Frigidum”), rinomato come uno tra i borghi più affascinanti d’Italia. Oltre alla sua tipica vista suggestiva e alla sua caratteristica collocazione, il “castello della Valle” gode anche di una storia interessante.

ORIGINE

Non si conosce, con esattezza, la sua origine. Le prime fonti che lo riguardano sono relative alla figura del normanno Roberto il Guiscardo, risalenti al 1050 circa. Tuttavia, è probabile che questi ampliò una struttura preesistente, della quale l’origine è tutt’ora oscura. L’obiettivo del suo ampliamento, voluto da Roberto il Guiscardo, era sicuramente difensivo. Ciò si può evincere anche dalla collocazione strategica.

Ancora oggi, infatti, il panorama che offre ai suoi visitatori è affascinante. Dalla sua facciata, è possibile ammirare la costa tirrenica, riuscendo talvolta a scorgere in mare la Sicilia o il vulcano di Stromboli. Si tratta di una visione tanto suggestiva, quanto strategica da un punto di vista difensivo.

Vista dal castello di Fiumefreddo Bruzio
Vista dal castello di Fiumefreddo Bruzio

RISTRUTTURAZIONI E PARZIALE DISTRUZIONE

L’impianto, nel corso del tempo, ha subito numerose mutazioni. Nel 1531 venne donato al marchese Ferdinando de Alarcon. La famiglia Alarcon-Mendoza mantenne il possesso del feudo dall’età vicereale fino al periodo borbonico. A questo periodo risale una restaurazione del castello, con la quale esso assunse i connotati di un palazzo nobiliare. Una tra le modifiche ancora visibili, risalenti a questo momento, fu la costruzione del caratteristico portale di ingresso, ancora ben conservato, al quale si accedeva con l’ausilio di un ponte levatoio.

La più importante mutazione si verificò poi attorno al 1806, quando il maniero subì un assedio dalle truppe napoleoniche. Queste ultime, guidate dal generale Reiynier, ne causarono la quasi totale distruzione. Nonostante ciò, la sua configurazione, che propone un tipico perimetro murario con torri angolari, è ancora oggi riscontrabile nei suoi resti. Sulla facciata di ingresso resistono delle maestose finestre di tufo lavorato. Insieme ai sotterranei perfettamente conservati, oggi divenuti sale espositive e sale convegni. Spesso, al loro interno, sono ospitate mostre ed eventi.

Lo scorso anno, ad esempio, i sotterranei del castello hanno accolto la mostra di rilevanza internazionale “Space Adventure” tra i mesi di luglio e novembre. Ancora ben visibile e accessibile è inoltre la scala a chiocciola che collegava i vari piani dei quali si componeva il maniero.