Statua in marmo di Apollo riemersa dagli scavi di San Casciano dei Bagni
Statua in marmo di Apollo riemersa dagli scavi di San Casciano dei Bagni

Una nuova e importante scoperta archeologica è stata effettuata a San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena, alle pendici occidentali del Monte Cetona.  Gli archeologi che hanno condotto gli scavi hanno riportato alla luce un’affascinante statua in marmo. L’opera, alta più di 2 metri, rappresenta Apollo in età giovanile, intento a cacciare una lucertola.

Si tratta di una copia in marmo di un originale in bronzo del greco Prassitele. La statua non è stata rinvenuta intera, ma in pezzi. Gli archeologi, infatti, stanno attualmente conducendo degli scavi, al fine di rinvenire le parti mancanti. Si tratta di una parte del viso e le braccia. Il direttore degli scavi, Emanuele Mariotti, ha spiegato che la statua fu volutamente rotta al momento di chiusura del sito, nel V secolo dopo Cristo.

Gli scavi di San Casciano dei Bagni, dunque, non smettono di stupite. L’area è, infatti, protagonista di numerosi ritrovamenti archeologici. Lo scorso anno, dalle acque di San Casciano Dei Bagni, riemersero 24 statue bronzee ed altri preziosi reperti. Il ritrovamento aveva attirato un significativo interesse scientifico ed archeologico.

Insieme alla statua, gli archeologi hanno riportato alla luce anche altri reperti, tra cui un altare con iscrizione in etrusco-latino. Si tratta di un rarissimo caso di iscrizione bilingue. Secondo gli archeologi, si tratterebbe di uno tra i ritrovamenti più significativi degli ultimi decenni.

Il direttore generale archeologia del Mic, Luigi La Rocca: “Lo scavo non smette di stupire” 

Lo scavo non smette di stupire – ha affermato il direttore generale archeologia del Mic, Luigi La RoccaNon solo bronzi dunque, erano dedicati alle divinità salutifere venerate in questo straordinario santuario delle acque, ma anche statue in marmo, di pregio, talora repliche, come in questo caso, di originali greci, testimonianza della frequentazione di soggetti appartenenti ai ceti sociali più vari, dalle ricche aristocrazie etrusche ai più umili operai impegnati nella costruzione degli edifici sacri.”