Gli Anni Ottanta disertano (foto Farina)
Gli Anni Ottanta disertano (foto Farina)

Aria di contestazione in casa Cosenza contro la proprietà del club, nello specifico contro il patron Eugenio Guarascio. La carenza di risultati, l’ultimo posto in classifica e lo stallo sul mercato di riparazione non hanno fatto altro che acuire la contestazione contro l’attuale proprietà. Da qui la scelta degli Anni Ottanta di non presenziare allo stadio “San Vito – Gigi Marulla” in occasione della partita di domenica Cosenza-Benevento.

L’iniziativa è stata lanciata dagli ultras che abitualmente occupano le gradinate della curva nord “Catena“.

Il comunicato degli Anni Ottanta

È ancora qua, non vuole andare via. L’anno nuovo, purtroppo, è iniziato com’era finito il vecchio e così ci ritroviamo, ancora una volta, a fare i conti con Gargamella. Ma la misura ormai è colma e gli animi della tifoseria sono sempre più esasperati. Sono anni che questo presidente ha trasformato il Cosenza Calcio in una barzelletta. Il film di gennaio è sempre lo stesso, visto e rivisto: tanti giocatori che rifiutano di venire a giocare al soldo di questa proprietà e trattative solo per calciatori a fine carriera o per scarti di altre realtà, anche meno blasonate di Cosenza.

Come se ciò non bastasse, non solo il patron non ha mai chiesto scusa alla tifoseria, ma ha sempre reagito con indifferenza e superbia, arrivando anche a far multare chi ha osato contestarlo o, peggio ancora, a minacciare daspo societari per colpire i tifosi dissidenti. Un atteggiamento vergognoso e vigliacco. Abbiamo deciso di restare in silenzio nei primi quindici minuti della gara contro l’Ascoli ma, evidentemente, nemmeno questo è bastato a scalfire l’arroganza di questo proprietario che, forse, dovrebbe cercarsi un altro hobby. Dopo averglielo ribadito in tutti i modi e con ogni tipo di protesta, comunichiamo che domenica, in occasione del match contro il Benevento, non saremo presenti e lasceremo vuoto il posto che occupiamo abitualmente nella Curva Nord “Massimiliano Catena”.
Forse, nel silenzio rumoroso di uno stadio svuotato della nostra presenza, il presidente e i suoi lacchè capiranno finalmente l’importanza di una tifoseria come la nostra che merita molto di più dello scempio di questa società. Il Cosenza è la nostra vita e non smetteremo mai di sostenerlo, nelle modalità che riterremo più opportune, ma la nostra pazienza verso questa società è finita. Senza se e senza ma“.