L'aurora boreale avvistata da Cremona (foto Jacopo Rigoni)
L'aurora boreale avvistata da Cremona (foto Jacopo Rigoni)

Nella serata di ieri, domenica 5 novembre, l’Italia ha assistito ad uno spettacolo naturale inconsueto, tanto quanto affascinante. I cieli italiani sono stati protagonisti della comparsa dell’aurora boreale: il fenomeno, tipico dei Paesi Scandinavi, che vede la comparsa, in cielo, di affascinanti bande colorate.

Il fenomeno, scatenato dall’incontro tra particelle portate dai venti solari e l’atmosfera, è molto raro alle latitudini italiane. Nonostante questo, nella serata di ieri, il cielo italiano ha visto la comparsa di bande di colore rosso e viola. L’aurora ha raggiunto il picco di maggior visibilità tra le 18 e le 19 della serata di ieri, domenica 5 novembre. È rimasta visibile, tuttavia, fino alle 20:30.

Aurora boreale visibile nel centro-nord, con avvistamenti anche nel meridione

Numerose le aree della penisola italiana che hanno potuto assistere al raro evento. Le segnalazioni arrivano, infatti, dalle Alpi e da gran parte del nord Italia. Avvistamenti, tuttavia, sono stati segnalati anche in Toscana, nelle Marche e addirittura in Puglia e in alcune aree del meridione. L’aurora boreale, inoltre, ha solcato anche i cieli di Austria, Slovenia e Romania.

Non è la prima volte che il fenomeno dell’aurora boreale raggiunge i cieli italiani. Già lo scorso 25 settembre, infatti, alle 4:00 del mattino, nei cieli di Lombardia e Alto Adige era stata registrata la comparsa di bande di colore rosso. Questa volta, tuttavia, a causa anche dell’orario serale, l’aurora boreale ha raggiunto maggiore visibilità.

Aurora boreale in Italia: ecco perché è un fenomeno rarissimo 

Come spiegato da Edoardo Ferrara di “3bMeteo” : “l’aurora boreale si forma grazie all’interazione tra il campo magnetico terrestre e il vento solare. Quando quest’ultimo è intenso, ossia in fase di forte attività solare, possiede un’elevata densità di particelle cariche che vengono veicolate all’interno del campo magnetico terrestre, emettendo onde elettromagnetiche anche nel campo del visibile da cui le aurore.”

Solitamente – prosegue – a causa della geometria del campo magnetico terrestre, si ha maggiore concentrazione di queste particelle nelle cosiddette fasce di Van Allen, a latitudini settentrionali. È dunque raro osservare le aurore al di sotto del 50-simo parallelo, ancor di più del 45-simo come è accaduto oggi!”