MORA riscoprirsi tra il sogno e la veglia L'album d'esordio di Miriam Fornari
MORA riscoprirsi tra il sogno e la veglia L'album d'esordio di Miriam Fornari

“MORA” è l’album d’esordio dell’artista assisana Miriam Fornari, un’ambiziosa suite tra jazz, prog rock e sperimentazione che indaga il nostro intimo e profondo rapporto con il sogno.

Un lavoro che si posiziona in quel delicato momento fra il sonno e la veglia e che si concentra sul particolare rapporto tra vita reale e vita onirica. Su quanto le esperienze vissute in sogno non siano meno dense di significato delle esperienze vissute nella veglia. In  modo diverso ogni canzone gioca fra la concretezza delle sensazioni e la fugacità dei nostri desideri in un ipnotico viaggio alla ricerca della nostra vera natura. Mora è  il luogo natale di Miriam, un piccolo paese incastonato fra le verdi colline umbre che diventa idealmente il bucolico palcoscenico su cui mettere in scena i sogni più istintivi.

MORA riscoprirsi tra il sogno e la veglia L'album d'esordio di Miriam Fornari
MORA riscoprirsi tra il sogno e la veglia L’album d’esordio di Miriam Fornari

Nel disco l’imprinting jazz di Miriam è ben presente ma mai definito, è un approccio sperimentale alla materia: cori, sintetizzatori e drum machine si alternano al timbro acustico del pianoforte e al suono elettrico della chitarra, creando un quadro musicale ricco di sfumature.

Un delicato equilibrio di vuoti e pieni, di silenzi e di crescendo intensi, con cui oscillare da passaggi acustici minimali e idilliaci a picchi più densi tra astrattismo noise e prog rock. Su questi arrangiamenti eterogenei spicca la voce di Miriam, potente e elegante, dalla formazione accademica ma dall’approccio libero, sfuggente come i sogni che rincorre.

Il disco, di cui verrà stampata un’edizione limitata in CD, è pubblicato dalla label indipendente lucana Onyx Dischi (distribuzione Believe Italia), settore discografico della storica associazione Onyx Jazz Club, organizzatrice del festival Gezziamoci, che negli anni ha lavorato con artisti del calibro di Paolo FresuSteve Lacy e Bill Frisell.