top 5 dischi settembre

I 5 dischi più interessanti di settembre ascoltati, consumati, chiacchierati, masticati e sputati via dalla crew de Il Dot.

  • “Volevo magia” – Verdena

I Verdena fanno i Verdena ma non come lo farebbero i Verdena. Più come li farebbero 3 quarantenni che una volta sperimentavano e spingevano forte sul loro eclettismo. Adesso pure senza il furore creativo degli anni belli. “Volevo Magia” è il disco che ti saresti aspettato dai Verdena di 5 anni fa (il che ci sta dato che la gestazione di molti brani è datata biennio 17/18). Dai Verdena del 2022 crediamo invece di non poterci aspettare di più.

  • “Ama il prossimo tuo come te stesso” – Manuel Agnelli

Vittima del suo personaggio Agnelli sforna un disco buono giusto per le vedove bianche della band milanese. Che poi il buon Manuel ha voluto puntualizzare che in realtà gli Afterhours non sono mai esistiti ma sono sempre stati una one man band cui si aggiungevano persone che erano poco più che turnisti. Diciamo che da leader della musica indipendente italiana (chi si ricorda il ToraTora?) a presidente di Confindustria Rock Band passando per la pantomima del giudice cattivo a X-Factor il passo è stato si lungo ma anche tanto piacevole a quanto pare. Dalla mediocrità di un ego smisurato si salvano giusto un paio di brani tra cui la Sanremo-like Milano con la peste, un brano molto migliore di tanti dell’ultimo periodo degli Afterhours.

I Marlene Kuntz (foto Piazza)
I Marlene Kuntz (foto Piazza)
  • “Karma Clima” – Marlene Kuntz

La dimostrazione di come evolversi richieda tempo e situazioni contingenti. Sembravano smarriti, sospesi tra il furore del passato e la consapevolezza della maturità, sembravano privi di identità ma, come solo una band sa fare, hanno trovato dalla coesione, dalla compartecipazione, dall’aver rivolto lo sguardo a nuovi e stimolanti collaborazioni, una nuova rinascita. Sono sempre loro, sono nuovamente loro. Meno chitarre, meno rumore, la stessa rabbia, lo stesso sguardo poetico su una realtà in minore.

  • “Illusion” – Edda

Edda è un dannato poeta. Lo ami o lo odi, ma se lo odi dovresti chiederti il perché. Tocca le corde dell’anima come nessuno, scrive canzoni meravigliose che con un’altra produzione sarebbero state epocali. Peccato.

  • “How Do You Burn?” – The Afghan Whigs

Nono album in studio per la band statunitense capitanata da Greg Dulli. Dopo aver scritto pagine indelebili nella storia del rock stavolta stecca, anche se solo fino a un certo punto. Siamo stati fin troppo ben abituati da Dulli, che stavolta si limita a un compitino ben fatto, ben prodotto e ben confezionato. Non riscalda però il cuore, non fa bruciare l’anima.