Il 2026 si è aperto nel peggiore dei modi per il Cosenza Calcio, con la squadra di mister Buscè che appare in evidente involuzione. Nelle prime quattro gare del nuovo anno sono arrivate tre sconfitte e un pareggio, senza segnare gol.
Una flessione preoccupante che fotografa con lucidità le difficoltà strutturali di una rosa ridotta all’osso, con infortuni nei ruoli chiave e un malcontento crescente tra alcuni elementi di maggiore esperienza del gruppo. La realtà è che alla lunga il campionato presenta sempre il conto. E quello che sta pagando il Cosenza è salato. Frutto di scelte societarie figlie sempre dell’improvvisazione, con un mercato fatto come al solito in economia e nuovi giocatori arrivati (che ad oggi) non sembrano ancora integrati nel gruppo.
Un film purtroppo già visto e rivisto a queste latitudini, di cui si conosce già il triste finale. Vivere alla giornata senza una precisa meta: questo il filo conduttore degli ultimi anni. Mancanza di programmazione, si naviga a vista, senza avere una vera direzione. Il recente addio del dg Salvatore Gualtieri ha aperto ulteriori crepe in un sistema fragile. E’ crollato ancora una volta un castello costruito con la sabbia. Ora, come di consuetudine, qualcuno tenterà di spostare il peso delle responsabilità sull’allenatore di turno o il direttore sportivo. Un giochino subdolo che ormai non inganna più nessuno. Ogni anno sempre la stessa storia, sono tutti responsabili e colpevoli tranne una persona che non si assume mai le proprie responsabilità.
Il Cosenza, nonostante queste oggettive difficoltà strutturali, può ancora cercare di conservare una posizione di classifica utile per giocarsi al meglio i playoff. Servono rinforzi veri. Non si pretende il Lescano di turno, ma giocatori esperti e pronti. Non scommesse o ragazzi provenienti dalla Primavera da mandare al macello senza una colpa.
La domanda è una sola: la società avrà davvero la volontà, il coraggio e la responsabilità di cambiare passo?
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