Ieri pomeriggio è arrivato il responso del primo grado della giustizia amministrativa. Il TAR ha accolto il ricorso del Lecco e respinto quello della Reggina sull’iscrizione al prossimo campionato di Serie B. Il club calabrese ora andrà al Consiglio di Stato. Sulla questione si è espresso l’avvocato Nicola Cassano, esperto in diritto sportivo.
– A distanza di due anni dalla vicenda del ChievoVerona, ancora una volta, la giustizia e i Tribunali hanno riscritto il tabellone delle partecipanti al prossimo campionato di Serie B.
“È proprio così: un qualcosa già visto e che, purtroppo, sarà destinato a ripetersi. Le classifiche dovrebbero essere stilate alla fine dei campionati e non dovrebbero essere stravolte dopo il fischio finale dell’ultima giornata. Questo scenario, però, appartiene ad un mondo ideale che, ormai, con la crisi economica e le carenze strutturali degli stadi italiani, è destinato a ripetersi ciclicamente“.
– Il T.A.R. del Lazio ha accolto il ricorso del Lecco ed ha respinto quello presentato dalla Reggina. Come mai?
“Era, semplicemente, diversa la violazione contestata alle due Società. Nel caso della Reggina, veniva contestato il mancato rispetto dei criteri economico – finanziari; il Lecco, invece, si è trovato, di colpo, a dover far fronte a quanto previsto per i criteri infrastrutturali, attivandosi, di fretta ma entro il 20 giugno 2023, per trovare un impianto adeguato a quanto richiesto dalla Lega B e ha ricevuto la risposta con un giorno di ritardo rispetto al termine fissato dalla Federazione. La Reggina, al 20 giugno 2023, termine perentorio, non aveva rispettato i criteri economico – finanziari richiesti per essere ammessa al campionato cadetto“.
– Cosa significa “termine perentorio”? E perché è così importante nel diritto sportivo?
“Il termine perentorio è un termine che non può essere derogato. È un paletto che non può essere aggirato in nessun modo. Nel diritto sportivo, è ancora più importante perché, obbligare tutte le partecipanti ad una competizione a rispettare un determinato termine, rende equa la competizione sportiva tra tutte le squadre“.

– Qualcuno parla di difformità tra ordinamento dello stato ed ordinamento sportivo. È giusto?
“Non vi è difformità tra gli ordinamenti: sono semplicemente indipendenti l’uno dall’altro. Molti tifosi del Cosenza ricorderanno l’estate del 2003. In quell’estate, proprio subito dopo la mancata iscrizione della società bruzia, cambiò il sistema della giustizia sportiva e si è reso l’ordinamento sportivo indipendente da quello statale. L’ordinamento sportivo tutela principi più specifici dello sport come lealtà, probità e correttezza. Basti pensare che i criteri per iscriversi ad un campionato sono equiparati ad un bando di un concorso pubblico e costituiscono legge speciale“.
– Cosa può fare adesso la Reggina dopo il rigetto del ricorso?
“La Reggina può appellarsi al Consiglio di Stato. Le motivazioni adottate dal T.A.R. del Lazio, però, appaiono ormai costanti ma è, ovviamente, pieno diritto della Società amaranto tutelare le proprie ragioni fino all’ultimo grado di giudizio“.
– Questo potrebbe causare un ritardo nell’inizio dei campionati?
“La palla, adesso, è nelle mani del Consiglio Federale. Tornando a due anni fa, dopo la bocciatura del ricorso del Chievo innanzi al T.A.R. del Lazio, la Federazione ha svincolato d’ufficio tutti i tesserati del sodalizio veronese e ha proceduto alla riammissione della prima avente diritto: all’epoca, il Cosenza, quest’anno, toccherà al Brescia. Dalle decisioni che prenderanno il consiglio federale e la Lega di B, dipenderà lo slittamento o meno dell’inizio delle competizioni; anche se, nell’ultima riunione di Lega, tutti i presidenti hanno dato, come indirizzo, quello di partire, come da programma, il 18 e il 19 agosto“.
– Lei si occupa soprattutto di calcio femminile. Non possiamo non approfittarne, per chiederle un commento sulla Nazionale italiana, recentemente eliminata dalla Coppa del Mondo.
“Una eliminazione inaspettata. La nazionale è formata, in gran parte, da calciatrici di Juventus e Roma che, l’anno scorso, in Champions League, hanno dato filo da torcere a parecchie avversarie, anche più titolate, a livello internazionale. Basti pensare agli oltre quarantamila spettatori, all’Olimpico, per Roma – Barcellona. È una sconfitta che brucia, che deve far riflettere ma che non deve minimamente intaccare la crescita del movimento femminile in Italia“.























