C’è una tensione precisa, quasi chirurgica, nell’approccio sonoro dei Talknoise. Non è il jazz come lo si intende di solito — niente swing ammiccante, niente citazionismo colto. È qualcosa di più ruvido e di più onesto: un sabotaggio deliberato della forma, eseguito da tre musicisti che sembrano voler scoprire cosa rimane della musica quando la si libera dall’obbligo di piacere.
Il Colpevole, mini album digitale uscito il 16 aprile 2026 in esclusiva su Bandcamp, è la loro risposta più matura a questa domanda.
Un trio, tre anime
I Talknoise nascono nel 2018 dall’incontro tra Massimo Garritano — chitarrista, compositore, docente di Chitarra Jazz al Conservatorio di Milano — e Ernesto Orrico, attore, poeta e regista che porta sulla scena una voce abituata a stare tra il palco e la pagina. Nel 2021 il progetto si consolida con l’ingresso di Massimo Palermo, batterista dei Brunori Sas e produttore, membro del Laboratorio Elettroacustico del MIAI, che imprime all’ensemble una dimensione ritmica obliqua e una texture produttiva di rara densità.
Non è un trio jazz, non è un collettivo di spoken word, non è un gruppo elettronico. È tutte e tre le cose insieme — e nessuna di esse da sola.
Tre tracce come tre varchi
La tracklist del mini album è scarna ed essenziale:
1. Il Colpevole
2. Ricordo e dimentico
3. Nel Sud di un mondo crudo
Tre brani che, nelle intenzioni del gruppo, compongono un trittico coerente: non un album nel senso classico del termine, ma un flusso unico in cui le singole tracce funzionano come stazioni di uno stesso percorso interiore. Jazz, suoni di sintesi e spoken word si fondono per esplorare il rapporto tra memoria e realtà contemporanea, tra corpi fisici e territori digitali, tra il gesto sonoro e la parola che lo abita.
Le chitarre sinuose di Garritano tracciano melodie spezzate, volutamente incompiute. I ritmi obliqui di Palermo non marcano il tempo, lo interrogano. La voce di Orrico oscilla tra recitativo e canto, tra poesia e invettiva, muovendosi in quello spazio instabile dove il jazz incontra il punk — non come genere, ma come postura.
“Una necessaria immediatezza poetica”
Il gruppo descrive il proprio lavoro con un’espressione che vale la pena fermarsi a leggere: “necessaria immediatezza poetica”. È una definizione che funziona proprio perché non spiega, ma evoca. L’immediatezza è quella dell’improvvisazione, il rifiuto della mediazione eccessiva tra impulso e suono. La necessità è ciò che trasforma quell’impulso in qualcosa che non può non essere detto.
Il Colpevole galleggia in questa tensione, producendo una bellezza sonora imperfetta che suona più vera di molte perfezioni.
I visual: volti che diventano piante
A completare l’opera sono i visual firmati da Raffaele Cimino, artista già responsabile dell’immagine del gruppo per l’album omonimo del 2018 e per il singolo Gog is Dog (2024). Il trittico visivo presenta volti umani che emergono dall’ombra e si trasformano in piante — icone espressioniste che dialogano in maniera perturbante con le parole delle canzoni.
Non si tratta di illustrazione: è un dialogo visivo autonomo, capace di aggiungere strati di senso senza ridurre quelli musicali. La metamorfosi umano-vegetale diventa metafora silenziosa di ciò che la musica suggerisce ad alta voce: il confine tra organico e artificiale, tra presenza e dissoluzione.
Perché ascoltarlo
Il Colpevole non è musica di sottofondo. Richiede attenzione e, in cambio, offre qualcosa di raro: la sensazione di essere dentro un processo creativo ancora aperto, non ancora cristallizzato in forma definitiva. In un panorama musicale in cui la sperimentazione rischia spesso di diventare maniera, i Talknoise trovano ancora il modo di sorprendere — soprattutto se stessi.
Un lavoro che merita ascolto attento, e un gruppo che merita uno sguardo più lungo
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