Tropea, il ritorno delle ordinanze del sindaco Macrì stop alle treccine afro

A Tropea tornano le ordinanze che negli anni hanno contribuito a costruire l’immagine del sindaco “sceriffo” di Giovanni Macrì. Tra i provvedimenti firmati dal primo cittadino nelle ultime ore, quello destinato a suscitare maggiori polemiche riguarda il divieto di realizzare treccine e acconciature in stile afro su tutto il territorio comunale quando effettuate da operatori abusivi e privi delle autorizzazioni previste dalla normativa. Le sanzioni previste vanno da 125 a 500 euro e potranno essere applicate sia a chi esegue il servizio sia ai clienti che ne usufruiscono.

Il Comune motiva il provvedimento con ragioni sanitarie e di tutela della salute pubblica. Secondo l’amministrazione, infatti, trattamenti estetici eseguiti da personale non qualificato, spesso direttamente sulle spiagge o in spazi improvvisati, potrebbero esporre residenti e turisti a rischi igienico-sanitari e all’utilizzo di prodotti di provenienza sconosciuta. Il riferimento, spiegano da Palazzo Sant’Anna, non riguarda l’acconciatura in sé ma l’esercizio abusivo dell’attività estetica.

La misura si inserisce in un pacchetto più ampio di ordinanze estive con cui l’amministrazione punta a rafforzare decoro e vivibilità della “Perla del Tirreno”. Restano così in vigore i divieti di passeggiare nel centro storico in costume da bagno, a torso nudo o a piedi scalzi, mentre vengono confermate le restrizioni su massaggi e trattamenti estetici abusivi sul litorale, sull’accattonaggio e sul consumo di cibo in alcune aree del centro cittadino. Previsto inoltre lo stop ai cantieri privati e alle attività rumorose nel cuore della città durante l’alta stagione turistica.

«Non vogliamo fare cassa con le multe ma riportare Tropea ai suoi standard», ha spiegato Macrì, parlando della necessità di restituire «decoro» a un borgo che il sindaco definisce da sempre «un salotto». Secondo il primo cittadino si tratta, in larga parte, di ordinanze già adottate a partire dal 2019 e successivamente confluite nei regolamenti comunali, oggi semplicemente riproposte e aggiornate per tornare pienamente operative.

Il ritorno delle ordinanze arriva in un momento particolarmente delicato per la vita amministrativa della città. Tropea è infatti appena uscita da quasi due anni di commissariamento successivi allo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose disposto dal Governo nell’aprile 2024. Dopo le elezioni amministrative della primavera 2026, Macrì è tornato alla guida del Comune, ma nelle scorse settimane il Tribunale di Vibo Valentia ne ha dichiarato l’incandidabilità in relazione proprio allo scioglimento dell’ente, decisione che il sindaco ha annunciato di voler impugnare nei successivi gradi di giudizio.

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