È giunto alla XIV edizione l’appuntamento con i concerti di “Musica elettronica nel chiostro” del Conservatorio di Musica di Cosenza (Portapiana). Tre serate, venerdì 10, mercoledì 15 e venerdì 17 luglio, alle ore 21,00, in cui le antiche mura del chiostro risuoneranno di musica nuova.
A cura di Dario Palermo, Costantino Rizzuti e Ivano Morrone, il primo concerto si intitola “Suono Visivo”: esplorando le connessioni profonde tra suono e immagine in movimento, propone un percorso performativo dedicato all’audiovisivo contemporaneo e alla reinterpretazione e attualizzazione del legame tra musica e cinema attraverso la pratica della sonorizzazione.
In programma, composizioni audiovisive dei docenti e degli studenti del Conservatorio di Cosenza delle scuole di Musica Applicata e di Tecnico del suono: Costantino Rizzuti, Mattia Farao, Giuseppe Filice, Tommaso Morrone, Domenico Vigna. Il secondo concerto si intitola “Elettro Sax”; è realizzato a cura di Dario Palermo, Costantino Rizzuti, Marina Notaro, con la partecipazione dei sassofonisti Francesco Falcone, Manuel Garofalo, Antonio Liporace, Orlando Russo, Francesco Terranova.
Il 15 luglio, quindi, il sassofono incontra la tecnologia e, intrecciandosi in dialoghi sperimentali, dà vita a performance acustiche che esprimono mondi sonori reali e irreali nello stesso tempo. “Musica elettronica nel chiostro” si conclude il 17 luglio con il concerto intitolato “L’ascolto nello spazio”, a cura di Dario Palermo, Ivano Morrone e Costantino Rizzuti: una performance sonora che utilizza avanguardistiche tecnologie per la diffusione spaziale del suono, fondamentale oggetto di interesse della Computer Music, proponendo l’ascolto di brani acusmatici e per strumento acustico e musica su supporto appositamente concepiti per una diffusione multicanale del suono mediante un impianto audio a otto canali.
Le opere di Farao, Filice e Rizzuti sono state realizzate per mezzo della tecnica di spazializzazione Ambisonics, sistema tecnologico che consente di codificare la posizione di provenienza delle sorgenti sonore virtuali all’interno dei file audio multicanale. Le sorgenti sonore, quindi, vengono spostate nello spazio, creando movimenti, descrivendo traiettorie, espandendo, cioè, il lavoro di composizione verso esperienze di “coreografie sonore” e di regia multidimensionale.
























