Cinema, solidarietà e integrazione sono stati i temi del terzo appuntamento stagionale di Random. Gli studi de Il Dot hanno ospitato Manuel Cundari ed Eugenio Piluso, registi di Ensemble, un docufilm che affonda le sue radici nella stretta attualità. Al microfono del direttore Daniele Cianflone, i due registi hanno raccontato il loro percorso cinematografico e il messaggio di Ensemble. Il docufilm è in uscita prossimamente, ma durante la puntata abbiamo potuto guardare in anteprima il trailer e alcuni spezzoni del docufilm.

Al centro del docufilm vi è la storia di Sekou e dei migranti ospiti del Centro d’accoglienza di Abou Diabo di Acri. Sekou è un ragazzo arrivato al Centro e che è riuscito ad integrarsi con gli altri ospiti. Il progetto Ensemble nasce ai tempi dell’università, quando Cundari e Piluso hanno realizzato un cortometraggio proprio con i ragazzi della casa di Abou Diabo, e con il sostegno – tra gli altri – del DiSpes dell’Università della Calabria e di Angelo Sposato, responsabile del Centro.

Un’esperienza che ha segnato i due giovani registi. “Noi siamo rimasti tanto colpiti dalla casa di Abou e dal clima che vi si respira, dalla felicità sui volti dei ragazzi che sono ospiti ma anche padroni di casa” sottolinea Cundari. Da qui nasce l’idea di un progetto più ampio. Al cortometraggio è infatti seguito un laboratorio di due mesi, che ha visto protagonisti i ragazzi. Qui hanno preso confidenza con videocamere e smartphone allo scopo di filmare la propria quotidianità. “La loro dimestichezza ci ha colpito” prosegue Cundari “ed è proprio in una di queste giornate che abbiamo conosciuto Sekou, che ha mostrato subito confidenza con il mezzo cinema.”

Dal canto suo, Piluso evidenzia la durata del progetto, che ha richiesto il giusto tempo – più di un anno – affinché Sekou e gli altri migranti acquistassero fiducia con loro e con la videocamera. Un tempo che, però, ha fatto nascere un’amicizia tra i due registi e i ragazzi del Centro. Ed è da questa amicizia che è nata la possibilità di raccontare queste storie in Ensemble, trasmettendo il realismo di questo rapporto.

Il progetto, però, non è stato esente da difficoltà, come spiega Cundari. “Abbiamo a che fare con un genere, il documentario, che prevede delle difficoltà che vanno dal set alla gestione e all’organizzazione. Un’altra difficoltà, all’inizio, è stata la lingua, perché ci siamo approcciati con giovani che si trovano in Italia da pochi mesi.” Utili in questo sono stati i mediatori della casa di Abou, che hanno aiutato Cundari e Piluso a entrare in sintonia con i migranti.

A impreziosire il docufilm, vi sono anche le musiche di Eugenio Bennato, da sempre vicino a queste tematiche, che ha realizzato la colonna sonora di Ensemble. Da sottolineare l’amore per la discografia di di Bennato che Piluso si porta fin da piccolo, e che alcune scene sono state scritte partendo dalle canzoni che si pensava che avrebbero fatto parte della pellicola. Bennato si è mostrato fin da subito interessato al progetto, donando alcune sue canzoni.

Quella di Sekou e degli altri ragazzi è la storia di tante persone, in un momento storico in cui molte personalità politiche alzano muri anziché costruire ponti di solidarietà. Ed è questo che rende strettamente attuale e realistico Ensemble, che avremo presto la possibilità di guardare, dopo la partecipazione ad alcuni festival.

LA PUNTATA INTEGRALE

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