Nella Sala degli specchi della sede della Provincia di Cosenza, l’intelligenza artificiale è diventata l’assoluta protagonista. Per informare maggiormente i giornalisti sulle opportunità e i pericoli dell’IA, in cattedra è salito il gotha della materia, il professore Georg Gottlob. Tra i massimi esperti al mondo di algoritmi, per lunghissimi anni professore ordinario di Informatica all’Università di Oxford. Un anno fa ha poi lasciato per accettare l’invito dell’Università della Calabria.
Questa scelta di venire in Calabria e ricominciare da qui è un motivo di grande curiosità, così come c’è molto interesse e qualche perplessità sull’uso dell’IA. Strumento utilizzato un po’ come la mozzarella sulla pizza margherita da improvvidi colleghi (basti pensare alle biografie zeppe di inesattezze non rare da trovare), sembra essere diventato uno spauracchio. Basti pensare all’episodio raccontato da Carlo Parisi – segretario generale della Figec Cisal – che ha incontrato ieri sera il famoso paroliere Mogol in un albergo cosentino. L’IA è riuscita, in breve tempo, a scrivere un testo simile a quello del paroliere di Lucio Battisti con grande stupore dello stesso presidente onorario della Siae.

Tanti sono stati gli ospiti all’aggiornamento, organizzato dal sindacato unitario dei giornalisti e degli operatori dell’informazione e della comunicazione Figec Cisal, insieme all’ente terzo InformaGiovani, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Cosenza. L’aggiornamento tematico ha rappresentato un’opportunità imperdibile per gli uditori interessati. Ha fornito loro spunti formativi preziosi e la possibilità di entrare in contatto diretto con esperti del settore.
La presenza di George Gottlob ha garantito un valore aggiunto all’evento. Offrendo spunti illuminanti e stimoli innovativi per continuare a esplorare le potenzialità della tecnologia intelligente. La tecnologia dell’IA sta rivoluzionando diversi settori, dall’industria alla sanità, dall’economia alla ricerca scientifica. Non è però ancora infallibile. Un motivo in più per interessarsene e capire come – tutto sommato – ci possano essere spazi per l’approfondimento e anche per mantenere vivi gli spunti originali.
Entra nel canale Whatsapp de Il Dot



























