Mattia Figliuzzi
Mattia Figliuzzi

Ci sono molti ragazzi a Cosenza e provincia, che un giorno non troppo lontano,  sognano di diventare i campioni del calcio del domani. Non fa eccezione Mattia Figliuzzi, classe 2005, che partito da bambino dal settore giovanile della Real Cosenza ne ha fatta tanta di strada e ancora chiaramente ne deve fare per affermarsi nel mondo dei professionisti. La voglia di lottare e il talento di certo non mancano.

La nostra redazione sportiva ha fatto due chiacchiere con lui per conoscerlo meglio. Capire le aspettative del ragazzo cosentino che attualmente, dopo una parentesi alla Vibonese, sta giocando nella Juniores dell’FC Lamezia.

L’INTERVISTA A MATTIA FIGLIUZZI

  • Per un giovane calciatore di prospettiva classe 2005 quale sono le maggiori difficoltà ad approcciarsi al mondo dei grandi ?
  • Per un giovane come me approcciarsi alla prima squadra non è facile. Ci sono mille difficoltà a sia tattiche che fisiche. Confrontarsi con persone che hanno già vissuto il vero mondo del calcio, ritengo sia necessario per noi ragazzi che stiamo crescendo piano piano e che siamo alle prime esperienze in questi campionati nazionali.”
  • Quest’anno ti stai mettendo in mostra nella formazione Juniores dell’FC Lamezia, quali sono i tuoi obiettivi stagionali?
  • “Quest’anno mi sto mettendo in mostra nella juniores di una società di un certo livello ben organizzata in tutto. I miei obiettivi stagionali sono certamente di arrivare in prima squadra. Crescere come persona sia caratterialmente che a livello calcistico e magari il prossimo anno giocare con il Lamezia o andare in un altra società di categoria superiore.”
Figliuzzi con il tecnico della Reggina, Filippo Inzaghi
Figliuzzi con il tecnico della Reggina, Filippo Inzaghi
  • Da bambino il tuo sogno era quello di fare l’attaccante, poi il cambio di ruolo come difensore centrale che forse si sposa meglio con le caratteristiche del tuo fisico. Di chi é stata questa intuizione?
  • “L’intuizione di cambiarmi di ruolo è stata del mio mister quando ancora ero bambino. Gli amici, nelle partitelle, volevano che io facessi l’attaccante. Poi i miei primi allenatori mi dissero che non era un ruolo giusto per il mio fisico e la mia corporatura e mi spostarono in difesa. Da lì in poi ho continuato il mio percorso da difensore centrale.”
  • Un giovane deve sempre rimanere con i piedi per terra, ma quanto fa piacere ricevere l’apprezzamento di squadre che giocano in Serie C e una addirittura di Serie A?
  • “Ovviamente i giovani devono stare sempre con i piedi per terra. Fa molto piacere avere queste richieste già da una squadra di Serie C. Poi quando ti arriva una chiamata da una squadra di Serie A ancora di più. Certamente un motivo di orgoglio sia per me che per la mia famiglia. Senza dimenticare le persone che hanno creduto in me e che ancora continuano a sostenermi tutti i giorni.”
  • Ogni ragazzo ha un sogno nascosto nel cassetto, il tuo qual é?
  • “Il mio sogno è quello di diventare un calciatore della massima serie. Il percorso è ancora lungo e difficile. La voglia e il sacrificio di certo non mi mancano. Piano piano spero di diventare qualcuno. Continuerò a lavorare duro, ad allenarmi e mettere tutta la passione possibile per cercare di diventare un calciatore magari di Serie A.”
  • Ti ispiri in particolare a qualche calciatore?
  • “Sì, ho un mio idolo. In particolare cerco di ispirarmi a Sergio Ramos. A mio avviso uno dei difensori migliori al mondo. Un giocatore da cui spero di apprendere molto sia a livello caratteriale che calcistico”.
  • Grazie per la piacevole chiacchierata e in bocca al lupo per la tua carriera.
  • “Grazie mille a voi per questa chiacchierata. Speriamo che in futuro possiamo risentirci. Viva il lupo!”