Cosenza in lutto addio a Giuseppe Milicchio, voce storica del giornalismo sportivo

La sua voce, unica ed inconfondibile, ha scandito tanti momenti della storia del Cosenza Calcio e non solo. Perché, con la sua voce, Giuseppe Milicchio, morto nella notte, ha raccontato per anni con passione le gare dei lupi. In un momento della sua fulgida e lunga carriera, è approdato anche ai broadcaster nazionali. Si ricordano ancora, a cavallo tra gli anni novanta e duemila, le telecronache per Stream, che all’epoca aveva acquisito i diritti della Serie B.

Non solo telecronache ma tante tante radiocronache. Mosso dal grande amore e da una fede incrollabile, sia per l’attività giornalistica che per il Cosenza calcio, ha girovagato in lungo e in largo per l’Italia con il solo scopo di offrire un servizio alle migliaia di tifosi rossoblù. In situazioni logistiche spesso abbastanza complicate, montava tutta l’attrezzatura necessaria per arrivare con la sua voce all’interno di tante case. Soprattutto negli anni in cui non c’erano le tv a supporto e l’unico modo per seguire live le sorti dei lupi era accendere la radio e lasciarsi trasportare dal suo racconto. Con una voce calda, appassionata, impeccabile nei toni e nelle parole usate.

Le sue condizioni di salute negli ultimi mesi erano peggiorate. Ha fatto in tempo ad aderire, con lo spirito di iniziativa e il solito vulcano di idee che portava con sé, alla protesta dei giornalisti in difesa della dignità professionale contro il modus operandi dispotico e irrispettoso dell’attuale società Cosenza calcio. Con i colleghi della carta stampata, delle tv e del web, si era unito nel Circolo cronisti calabresi “Antonino Catera”. Lui che non aveva mai avuto paura di schierarsi contro i poteri forti del calcio, manifestando liberamente le proprie idee. Caratteristica che gli aveva causato anche delle ritorsioni.

Lascia una moglie e quattro figli, e insieme a loro una comunità di tifosi e giovani giornalisti che in lui hanno sempre visto un faro. Ciao Giusè e forza lupi sempre!

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