Gualtieri con Domenico Roma (foto Michele De Marco)
Gualtieri con Domenico Roma (foto Michele De Marco)

Nella sala stampa dello stadio “San Vito-Marulla” il Cosenza calcio ha presentato ufficialmente il nuovo direttore generale, Salvatore Gualtieri. Dagli organizzatori è stato definito un incontro e non una conferenza stampa. Sinceramente piuttosto singolare.

L’ex dirigente di Crotone e Frosinone ha illustrato il progetto operativo denominato “Cosenza Identity”, pensato per rafforzare il legame tra società, territorio e tifosi. Progetto ambizioso che prevede anche la collaborazione con le istituzioni, il comune e la tifoseria. Legato allo sviluppo del marketing e del brand. Una lezione molto “scolastica” quella di Gualtieri, che ha mostrato comunque tutta la sua conoscenza del mondo del calcio. Progetti di inclusione nelle scuole, nella provincia, legami con gli sponsor e le istituzioni.

Maestoso negli intenti, tanto lontano dalle parole del presidente Guarascio di lunedì scorso nell’incontro avuto con la tifoseria. L’internazionalizzazione del brand si scontra con la realtà attuale, fatta di pellegrinaggi per campi, viaggi con pullman non brandizzati. Tante bellissime parole, così vuote se si pensa a quanto siano distanti dal Cosenza attuale.

Alcuni passaggi, al di là delle buone intenzioni, appaiono davvero contraddittori e di difficile comprensione (anche per la bassissima qualità audio della diretta sul sito ufficiale). Ancora una volta si richiede l’aiuto del pubblico e della gente che invece ha ormai da tempo abbandonato questa proprietà e che non dà, a ragion veduta, nessuna credibilità alle parole di Guarascio o chi per lui.

Tutti i club hanno problemi con le strutture

Stona il discorso di Gualtieri legato alle strutture sportive. Sentir dire che si tratta di un problema che hanno tutti i club, significa voler deliberatamente ignorare che i proprietari dei centri sportivi di Cosenza e dell’hinterland hanno interrotto i loro rapporti con la società rossoblù dopo le pessime esperienze degli ultimi tempi. E nei 14 anni di presidenza, Guarascio non ha mai investito per avere strutture di sua proprietà. La prima delle tante contraddizioni.

CESSIONE SOCIETARIA E SPONSOR

Le intenzioni per il futuro, come dichiarato dal dg Gualtieri, non hanno a che vedere e non sono in contraddizione con la volontà dichiarata di cedere di Guarascio perchè legati alla valorizzazione del Cosenza Calcio come brand della collettività. Verrebbe da chiedersi: “I progetti chi li finanzia?“. Le parole di Gualtieri sono un elogio alla lungimiranza del patron che vuole andare avanti nonostante le intenzioni di disfarsi del Cosenza. Il dg ha comunicato, inoltre, che ci sarà un incontro anche con gli sponsor per ricostruire i rapporti e presentare nuovi progetti legati al marketing.

LA CONTESTAZIONE MOTIVO DEL MANCATO COMPLETAMENTO DELLA SQUADRA

A questo punto un passaggio a vuoto. A precisa domanda, Gualtieri ha giustificato il non completamento della squadra con il clima di contestazione a cui è stata sottoposta la società. “Completare la squadra con una contestazione di quel livello che ha preso tutte le aree, con i giocatori che volevano andare via non era la condizione giusta per riuscire a completare la rosa”. Gli stessi mal di pancia dei calciatori che in ritiro volevano andar via sono stati imputati al clima ostile nei confronti della società. Un rimbalzo di responsabilità nei confronti di una tifoseria che ha subìto di tutto negli anni reagendo sempre con grande civiltà alla totale assenza di progettualità e di passione.

IL RUOLO DI SCALISE

Si è inoltre detto che l’organigramma è ancora in corso di definizione e che la delega al marketing è affidata proprio a Gualtieri, al di là delle indicazioni attualmente presenti sul sito della società dove tale ruolo viene assegnato a Rita Rachele Scalise. Lo stesso dg ha ribadito che la voglia di cambiamento del presidente Guarascio è evidenziata anche dalla sua nomina e da quella di Micheli e che lo stesso patron gode di tanta fiducia in Lega. Questa difesa dell’operato della sostenibilità economica della società stride con la realtà maturata non negli ultimi mesi ma in 14 anni di gestione.

Nel complesso una conferenza deludente. E’ sembrata davvero lontana dall’attualità con cui anche gli operatori della stampa sono abituati a combattere da anni. Ovviamente si spera che Gualtieri non faccia la fine di tutti i suoi predecessori e che riesca a “resistere” senza dover imbattersi, come fu per altri, nell’impossibilità di mettere delle buone idee al servizio di questo tristissimo Cosenza.

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