La tifoseria del Cosenza a Marassi (foto Mannarino)
La tifoseria del Cosenza a Marassi (foto Mannarino)

Brusco risveglio. Con quattro ceffoni ben assestati e rifilati con il minimo sforzo, il Genoa riporta il Cosenza alla realtà. Anzi, alla normalità. Quella di una squadra, che a dispetto degli attori, nelle ultime stagioni ha individuato il proprio habitat naturale nei bassifondi della classifica. Quest’anno, se possibile si sta facendo anche peggio occupando ormai quasi stabilmente l’ultima posizione.

L’entusiasmo del derby vinto sulla Reggina con annessa rimonta finale da crepacuore è stato già smorzato. Di certo nessuno si era illuso che il Cosenza potesse assumere le sembianze di un lupo affamato che sbrana le prede che incontra sul suo percorso. La speranza che una simile vittoria potesse dare ai rossoblú un discreto abbrivio però c’era. Solo una mera illusione.

William Viali durante una conferenza stampa (foto Farina)
William Viali durante una conferenza stampa (foto Farina)

Fa male la dimensione della sconfitta subita a Marassi. Che va a sommarsi con le imbarcate di Ferrara e di Como. Sinceramente troppe per una squadra che vuole dare almeno la sensazione di provare a salvarsi. Fa male essersi consegnati nelle mani di un avversario senza alcun dubbio superiore.

Ma nel calcio non sempre vince il più forte. Per fortuna si potrebbe aggiungere. Altrimenti la Grecia non si sarebbe mai laureata campione d’Europa né il Leicester campione d’Inghilterra. Aver rinunciato a D’Orazio, Rigione e Florenzi in un colpo solo per paura della squalifica in vista dello scontro diretto con la Spal si è rivelato un harakiri.

Fanno male le dichiarazioni di mister Viali che nella conferenza post gara parla di “squadra che ha provato a compiere un’impresa“. O ancora, analizzando il percorso del Cosenza e il prossimo futuro di “altalena di risultati“. Distorcendo sensibilmente la realtà. Eccoli i freddi numeri dell’esperienza del tecnico lombardo sulla panchina dei lupi. In 17 gare solo 3 vittorie, poi 6 pareggi e 8 sconfitte. Di queste ultime sei consecutive. Lontano dalle mura amiche l’undici di Viali ha raccolto la miseria di un punto, a Cittadella. 13 i gol fatti, contro i 29 subiti.

L’altalena in realtà traballa, le corde che la reggono rischiano di spezzarsi. Il Cosenza della gestione Guarascio rischia di finire con il sedere per terra. Schizza verso l’alto invece l’appartenenza e l’appeal nazionale degli incredibili tifosi bruzi, veri vincitori dell’ennesima stagione senza costrutto “regalata” loro dal club.