Il Cosenza Primavera che ha affrontato il Napoli
Il Cosenza Primavera che ha affrontato il Napoli

La collezione di figuracce inenarrabili si arricchisce di altri capitoli. La stagione del Cosenza calcio iniziata benino e proseguita male, sta finendo peggio.

In questo caso a fare le spese di una gestione a dir poco inspiegabile è il Settore Giovanile. Da tempo è arcinoto che diverse strutture dell’hinterland, non essendosi il club, in 13 anni di militanza, mai dotato di campi di sua proprietà, abbiano chiuse le porte al Cosenza. Per problemi dovuti a mancati pagamenti e accordi non rispettati.

Ad aggiungersi alla lista ora anche la Morrone e la Pro Cosenza. Non fanno più parte dei terreni di gioco su cui le tante selezioni della cantera rossoblù possono appoggiarsi per partite ufficiali e sedute di allenamento. Sono solo due ora i campi a disposizione dei lupacchiotti e delle lupacchiotte. Pochi, pochissimi, insufficienti a garantire il regolare svolgimento delle attività quotidiane. Così, capita che spesso vengano annullate le sessioni in programma e ci si debba allenare a saltello. Un giorno una selezione, un giorno l’altra.

Altra situazione poco onorevole è quella relativa allo staff. Si può notare ormai come da diverse partite, sulla panchina della Primavera, privata dell’allenatore Nicola Belmonte, passato in prima squadra, di cui fa ora le veci, con deroga, il suo secondo, che a sua volta adesso non ha collaboratori al suo fianco, non sia presente la figura (fondamentale) del fisioterapista.

Note conclusive a margine (mica tanto a margine). Un occhio attento si sarà accorto che ultimamente il malcapitato capitano dell’Under 19 rossoblù, al momento dello scambio dei gagliardetti a inizio gara, non abbia nulla da consegnare al collega avversario. Semplicemente, perché di gagliardetti non ce ne sono più.

Lo stesso occhio avrà notato come alcuni ragazzi del Cosenza Primavera indossino durante il riscaldamento pre gara casacche diverse dai compagni. Maglie di un altro sponsor tecnico, prive di logo ufficiale. Del resto: se anche la prima squadra si presenta in campo a Catanzaro con divise l’una diversa dall’altra, tutto è possibile ormai.

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