
Lunedì 7 luglio, un altro giorno cruciale passato senza fiatare. Il Cosenza calcio continua a sprecare tempo e a collezionare record negativi.
I disastri combinati nell’ultima stagione non hanno prodotto alcun insegnamento. L’ennesimo primato di cui ci si dovrebbe vergognare è presto servito. I rossoblù sono l’unica compagine di Serie C a non avere ancora un direttore sportivo e un allenatore. Fosse solo questo!
Diversi componenti dell’organigramma, tra loro quelli che hanno compiuto miracoli negli anni mettendo una pezza alle mancanze altrui e alle carenze organizzative, non sono più dipendenti del club rossoblù. Contratto scaduto il 30 giugno per quasi tutti. Alcuni si stanno già guardando attorno. Altri hanno trovato sistemazione, chiudendo di fatto la porta ad un possibile prosieguo. Altri ancora attendono pazientemente una chiamata.
Paradossale per qualunque società. Figuriamoci per un sodalizio reduce da una bruttissima retrocessione, colpevole di atteggiamenti deplorevoli nei confronti di tutto l’ambiente e dispensatore di promesse disattese. La squadra? Sì, c’è un manipolo di giocatori sotto contratto che farebbe carte false per scappare lontano da questo circo. Nessuno di loro sa il giorno del raduno per le visite mediche, né tantomeno quello del ritiro precampionato.
Imbarazzo senza fine e amarezza per questo Cosenza. Che destino infausto!
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