I giocatori del Cosenza salutano i tifosi a fine gara (foto Francesco Farina)

Avere l’onore, l’onere e la responsabilità di scrivere per una testata giornalistica impone di esercitare lo spirito critico formulando giudizi il più possibile lucidi ed equilibrati. Bisogna così svestirsi dai panni dei supporters, degli innamorati dei colori rossoblù. Essere delusi della mancata vittoria del Cosenza contro una squadra costretta ad affrontare tutto il match in inferiorità numerica è lecito.

L’analisi però va fatta a 360°. Sarebbe sbagliato ignorare il contesto nel quale si è concretizzato il risultato e si sono sviluppati gli eventi. L’avversario innanzitutto. Il Parma, è tra le maggiori accreditate al salto di categoria. Ha dimostrato sul campo di essere la squadra più attrezzata. I gialloblù di Pecchia, in sintesi, sono forti, ma forti davvero. Non hanno risentito affatto dell’esplosione immediata dell’ingenuo Hainaut.

Aldo Florenzi si dispera dopo il tiro al volo finito sulla traversa (foto Francesco Farina)
Aldo Florenzi si dispera dopo il tiro al volo finito sulla traversa (foto Francesco Farina)

Il Cosenza di Fabio Caserta poi. Incerottato, penalizzato da assenze importanti, quelle di quattro titolari: le ali Marras e Canotto, i centrocampisti Calò e Praszelik. Sull’efficacia del reparto offensivo, spuntato, pesano il periodo di appannamento di Mazzocchi e un Forte praticamente nullo (una costante ormai).

E ancora: la condizione psico-fisica. I lupi sono convalescenti. Come detto dallo stesso tecnico con estrema sincerità: “Abbiamo smaltito solo ora le scorie del derby perso“. Aggiungiamoci le due sconfitte successive. In ultimo i legni. Altri due, colpiti stavolta da Zuccon (clamoroso il suo incrocio dei pali) e Florenzi. A proposito: che gioia rivedere il golden boy rossoblù al massimo della sue potenzialità. Non è un caso che il giorno della sua rinascita sia coinciso con il ritorno nel ruolo originale, quello che più gli si addice.

Che sia inteso. La sfortuna non è una giustificazione delle lacune che il Cosenza ha e deve colmare, in fretta. Le attenuanti sono altre, quelle di cui sopra. Accontentarsi, a volte, non fa male.