Presentato Delitto in Contropiede il primo romanzo di Alessandro Riello
Presentato Delitto in Contropiede il primo romanzo di Alessandro Riello

Si intitola “Delitto in contropiede” ed è il primo romanzo del magistrato Alessandro Riello, pubblicato dalla Luigi Pellegrini Editore con prefazione di Maurizio de Giovanni.

“Da grande tifoso del Cosenza è un’emozione grande per me essere qui oggi”. Ha esordito così Alessandro Riello, magistrato, pubblico ministero presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nato nel 1983 a Rogliano (Cosenza), alla presentazione del suo primo romanzo “Delitto in contropiede” nella sala stampa dello stadio “San Vito-Gigi Marulla”.

TRAMA

“È l’ultima giornata di campionato per la squadra di calcio di Roccalta, un tranquillo paese tra i boschi della Sila. La sua quiete viene d’un tratto squarciata da un tragico evento che metterà in luce gli affari occulti del mondo del calcio. Il giovane pm Sergio Scarani e il maresciallo Luigi Pandolfi saranno catapultati in un mistero che si infittisce sempre più e che li costringerà a fare i conti con i loro limiti interiori e i fantasmi delle loro coscienze, prima di scoprire la verità”.

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Presentato Delitto in Contropiede, il primo romanzo di Alessandro Riello (foto Francesco Farina)

Il giornalista Gianluca Pasqua, nonché responsabile dell’Ufficio Stampa del Cosenza Calcio, ha moderato l’evento. Presentando il libro in apertura ha riservato un chiaro riferimento alla vicenda del compianto Donato “Denis” Bergamini nel lontano 1989. Presente anche il presidente della società rossoblù, Eugenio Guarascio, che prendendo parola per primo ha voluto porre l’attenzione sui temi del calcio e della legalità. Due argomenti che molto spesso viaggiano su strade parallele.

“Nello sport, più in particolare nel calcio – ha detto Guarascio – purtroppo esistono anche gli aspetti negativi. Da queste vicende bisogna trarne coraggio. Romanzi come quello di Alessandro Riello rappresentano un valore aggiunto per combattere queste situazioni”.

Il patron silano ha fatto anche riferimento alla sua esperienza da dirigente di una squadra di calcio, ai rischi che ciò comporta e al ruolo delle società tenute a muoversi nell’alveo del massimo rigore e del rispetto della legalità.

Un testo fluido e scorrevole, pieno di suggestioni, un romanzo avvincente e ricco di spunti di riflessione“. Parole di Arcangelo Badolati, giornalista e scrittore, caposervizio della Gazzetta del Sud, che presente alla manifestazione, ha sottolineato le emozioni che il romanzo gli ha trasmesso. “Con questo libro portiamo la cultura in un luogo sportivo e questo rappresenta certamente un messaggio importante“.

UN LIBRO NATO DURANTE IL COVID

Alessandro Riello non ha potuto non manifestare la sua emozione nel sedere nella sala stampa di uno stadio che lo ha visto crescere. Il magistrato, trasferitosi a Napoli sin da piccolo, ha raccontato con orgoglio di aver detto tante volte ai suoi colleghi, che tifavano per i partenopei, la sua passione per il Cosenza Calcio, nata ufficialmente il 12 marzo 1989. D’altronde gli anni di Gigi Marulla sono stati indimenticabili.
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Presentato Delitto in Contropiede, il primo romanzo di Alessandro Riello (Photo: Francesco Farina)

Sul libro ha ammesso di averlo scritto durante gli anni del Covid. Mesi che hanno spinto forzatamente tutti a momenti di calma. La scrittura, manifestazione dell’umore interiore, ha prodotto “Delitto in Contropiede”, storia di pura fantasia. Che però rappresenta ciò che purtroppo accade nel calcio così come nello sport.

UN ADATTAMENTO CINEMATOGRAFICO E IL FUTURO

“La vera rivoluzione per far sì che queste cose non accadano più deve partire dalle società, non dai Magistrati. Perché questi ultimi intervengono solo a fatto compiuto e si devono mettere in condizioni di fare il proprio lavoro. Un adattamento cinematografico? Chissà. Per il 2° libro non aspetterò un altro lockdown, ma vedremo”.
“Delitto in contropiede” è una storia di cronaca ambientata nel mondo del calcio. Ma è anche un inno alla Calabria, terra dalle tante contraddizioni (e allo stesso tempo di bellezze) che il magistrato Riello ama e ha scelto di vivere appieno.