Riceviamo e pubblichiamo nota da parte del Centro Coordinamento Club Cosenza.
“Il Centro Coordinamento Club Cosenza, facendosi portavoce del sentimento di profonda umiliazione che avvolge l’intera tifoseria e la cittadinanza, rompe il silenzio di fronte a una deriva che non ha più nulla di sportivo, ma che riguarda ormai il decoro, l’etica e la dignità della nostra città e dell’intera provincia.
Gli ultimi, incresciosi avvenimenti che hanno visto protagonista la società del Cosenza Calcio non sono che la punta di un iceberg fatto di approssimazione e disorganizzazione. Le parole dell’ex direttore sportivo Fabio Lupo, che ha denunciato un “divario culturale” incolmabile, trovano conferma in episodi che definire imbarazzanti è un eufemismo: dalle offese gratuite rivolte a tesserati di altre società, fino alla gestione grottesca dei rapporti con la quaterna arbitrale.
Ormai possiamo definirla una questione di “Igiene Sociale”. Non siamo più nell’ambito dei risultati tecnici. Il Cosenza Calcio non è una proprietà privata intoccabile, ma un bene immateriale della comunità. Quando la gestione di questo bene arriva a infangare il nome di Cosenza davanti all’opinione pubblica nazionale, le istituzioni non possono più restare a guardare.
Ci chiediamo: cosa deve accadere ancora perché le autorità cittadine intervengano? Cosa ne è stato delle promesse fatte durante la riunione dello scorso 29 settembre al cinema San Nicola? Invitiamo formalmente il sindaco di Cosenza e le istituzioni locali a farsi carico di questa situazione. È necessario un intervento di responsabilità per tutelare l’immagine della città e dei suoi cittadini, oggi ostaggio di una gestione che ha allontanato migliaia di tifosi dalle gradinate del Marulla.
Il fallimento del progetto è certificato dalla fuga di massa di chi quel club lo viveva dall’interno. Non solo dirigenti come il direttore generale Gualtieri e il direttore sportivo Lupo, ma decine di dipendenti, in gran parte nostri concittadini, hanno scelto di abbandonare la società del patron Guarascio perché sono venute a mancare le condizioni minime di dignità e rispetto reciproco”.
Manifestazione cittadina
“Il Centro Coordinamento chiama dunque a raccolta tutti i tifosi rossoblù, i cittadini e chiunque senta ferito il proprio senso di appartenenza. È tempo di scendere in piazza. Annunciamo sin da ora una manifestazione per le vie del centro cittadino (data e ora saranno concordate con tutti i gruppi organizzati, nella speranza che l’obiettivo comune possa finalmente unirci) per gridare il nostro sdegno. Non permetteremo che la nostra passione e il nome di Cosenza vengano ulteriormente calpestati”.
La lista del disimpegno: 32 addii che pesano come macigni
“Salutiamo con rispetto chi ha scelto di non essere più complice di questo scempio: Emanuele Del Duca, Rosanna Mortati, Andrea Napoli (area Marketing); Carlo Sprovieri (team manager Primavera)¸ Marcello Arnieri, Donatella Torchia, Giulio Binetti (dirigente accompagnatore); Mario Palmieri (addetto arbitri); Daniela Fiorelli (responsabile organizzativo Settore giovanile); Gaia Fedrizzi (amministrativo); Fabrizio Perna, Marco Michelin (social media manager); Andrea Montanini (Slo); Giorgio Palermo, Giampiero Gagliardi (magazzinieri); Francesco Farina e Michele De Marco (fotografi); Daniele Cianflone (ufficio stampa)¸ Sergio Caira (medico sociale); Roberta Anania (amministratore delegato), Daniele Vommaro (magazziniere); Francesco Spingola (preparatore portieri Primavera) e poi l’ex direttore generale Giuseppe Ursino, l’ex team manager Kevin Marulla, l’ex addetto stampa Gianluca Pasqua, l’ex responsabile sicurezza Luca Giordano, l’ex responsabile del settore giovanile Sergio Mezzina, l’ex speaker Piero Tucci, l’ex direttore sportivo Fabio Lupo, l’ex direttore generale Salvatore Gualtieri, l’ex magazziniere Umberto Vommaro e l’ex fisioterapista Gennaro Zumpano“.




























