Ci sta che il morale di una piazza calorosa come quella di Cosenza sia altalenante. A far pendere la bilancia in un senso o nell’altro, in positivo o in negativo, verso il cupo pessimismo o l’esaltazione, è il campo. Detto anche il giudice supremo, in parole povere i risultati: vittoria o sconfitta.
La linea è davvero molto sottile. La controprova si è avuta con le ultime esibizioni della compagine rossoblù, che hanno portato diversi sostenitori a cambiare repentinamente idea su squadra e mercato stesso. Nulla di strano. Il tifoso è così, umorale, si sa. È nell’ordine naturale delle cose.
Al giornalista o addetto ai lavori spetta, per dovere, deontologia e professionalità, la dote dell’equilibrio. Ognuno fa il suo. Dove invece pare ci sia stata una trasversalità di consensi è sulla conferenza stampa di ieri di Roberto Gemmi.

I più hanno gradito i toni rassicuranti e la chiarezza delle risposte date dal direttore sportivo per il secondo anno alle dipendenze del Cosenza Calcio. Si è posto bene, ha fornito spiegazioni dettagliate, ha svelato dettagli interessanti e non si è tirato indietro di fronte a domande leggermente più scomode.
Seguono la stessa falsariga le dichiarazioni fornite ultimamente dal tecnico dei lupi Fabio Caserta, per il quale si potrebbero spendere le stesse parole usate per il ds. In generale piace la linea comunicativa del club in questo avvio di stagione. La ventata di freschezza data dall’avvento di un social media manager si è rivelata utile, tremendamente utile. Non fosse altro per riavvicinarsi a tifosi tenuti spesso, con algida freddezza, troppo distanti.
Manca però un ultimo passo per completare l’operazione simpatia. A farlo, si spera presto dopo un anno e mezzo lontano da telecamere e giornalisti, dovrà essere il presidente Guarascio. Quale momento migliore per confrontarsi serenamente e rispondere, altrettanto serenamente, alle domande della stampa locale?
























