Al termine della stagione si può affermare con assoluta certezza che l’operazione Tutino non sia stata solo un colpo ad effetto per ingraziarsi le simpatie dei tifosi, che già lo avevano eretto a simbolo e icona del Cosenza prima della miriade di reti realizzate nella stagione di Serie B appena andata in archivio.
Ben 20 i gol messi a segno dal centravanti partenopeo, 21 se si considera quello con cui ha aperto l’anno nella gara di Coppa Italia con il Sassuolo. A sopravanzarlo nella classifica cannonieri solo Joel Pohjanpalo, che si aggiudica così il “Pablito” con 22 centri. Il considerevole bottino consegna Gennaro ai libri di storia. Scalzato dal trono Marco Negri, che deteneva il record di reti segnate da un calciatore rossoblù in una singola stagione di B (19 nel ’94/’95).
Quanto detto testimonia che l’idea di riportarlo al “Marulla” si sia rivelata profondamente azzeccata. Visto il notevole contributo tecnico e realizzativo conferito all’intera squadra. Gennaro Tutino ha così rafforzato all’ennesima potenza il legame viscerale con la tifoseria. E con Cosenza, che ha dato i natali ai due figli, Benedetta e Alfredo. Oltre al fatto che nella città dei Bruzi è anche convolato a nozze con la compagna di una vita Arianna.
L’hashtag #riscattaTutino impazza sui social tra i tifosi rossoblù. È un monito, un invito, praticamente una preghiera al presidente Guarascio a fare un regalo al popolo rossoblù e, nel contempo, farlo anche a sé stesso. Spillare due milioni, euro più euro meno, per acquisire dal Parma, proprietario del cartellino, i diritti di un calciatore è un’operazione che mai il patron dei lupi ha fatto nella sua decennale gestione.
#riscattaTutino: solo un sogno?

Rumors però invitano ad essere moderatamente ottimisti sulla possibilità che il numero uno di via degli Stadi ci stia facendo più di un pensierino e possa decidere di affondare il colpo. Segnerebbe un’inversione di tendenza rispetto ad un passato fatto di investimenti risicati.
Riscattarlo e trattenerlo senza però cedere dopo al miglior offerente, sarebbe un vero affare. Scatenerebbe un indotto mai registrato prima a queste latitudini. Come già successo la scorsa estate, la sola presenza di un elemento del calibro dell’attaccante napoletano, convincerebbe molti giocatori dal curriculum importante a validare il progetto e accettare così la corte del Cosenza.
Tutino inoltre è scritto sui muri della città. Lo si legge sulle spalle dei bambini che ne indossano la maglia. È scolpito nel cuore della gente. Quante divise che andrebbero a ruba. Store (da pubblicizzare, abbellire, incentivare e rifornire adeguatamente) preso d’assalto. Una campagna abbonamenti da incentrare sulla figura del calciatore simbolo.
Insomma, tutto intorno a Tutino. Per provare a sognare, per pensare in grande. Guarascio è ad un bivio. Non può più procrastinare la sua stessa volontà (come detto in diverse occasioni) di alzare l’asticella. Il momento è adesso.
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