Fa fatica a farsene una ragione chi lo ha amato davvero, sportivamente parlando. Chi ha gioito 21 volte in stagione ai gol di Gennaro Tutino. Chi lo ha giustamente celebrato per il record di marcature in Serie B (superato Marco Negri). Così forte il legame stretto con la tifoseria rossoblù che c’è ancora chi non se ne capacita. E continua a dire che no, non è vero che lascerà Cosenza, che sarà solo il comunicato a mettere la parola fine sulla telenovela dell’estate 2024.
Esattamente come l’innamorato cronico e ossessionato non ammette di essere stato tradito anche di fronte al fatto compiuto. Il centravanti partenopeo nei prossimi giorni dovrebbe essere ufficializzato dalla Sampdoria. Subito dopo aver svolto le visite mediche e posto la firma sul contratto quadriennale con la società blucerchiata.
Se la trattativa si è prolungata oltre il necessario è per i problemi, legati ai tesseramenti e momentaneamente superati, incontrati dalla Samp. Con il sodalizio ligure Tutino e il suo agente Giuffredi avevano l’accordo da diverse settimane. Al Cosenza l’operazione frutta una plusvalenza di un milione di euro circa, bonus esclusi. Un po’ pochino viste le premesse e la cifra sborsata dal presidente Guarascio per il riscatto: 2,5 milioni di euro.

Che sia la molla per sbloccare finalmente il mercato in entrata dei lupi se lo augurano tutti i tifosi. L’organico è risicato e urge di essere completato, o quantomeno integrato in vista dei primi impegni ufficiali. Con un Tutino in meno e un Marras indeciso sul da farsi, il reparto offensivo rossoblù non è all’altezza per disputare un campionato di Serie B. Sia qualitativamente che numericamente.
Il monito da rivolgere ora ai supporters più sanguigni e indignati è di tenere a freno la loro rabbia. Evitando magari, per quanto si sentano traditi, di riempire di insulti le bacheche social del calciatore. Odiosa abitudine dei tempi moderni. Niente giustifica la gogna mediatica.
Anche di fronte all’unico imperdonabile errore commesso da Tutino, assoluto padrone delle proprie scelte. Quella frase, pronunciata nella cerimonia per la consegna del sigillo della città. “Cosenza sarà sempre la mia prima scelta“. Una leggerezza. Parole disattese dai fatti. Ma tant’è. In bocca al lupo Gennà!
N.B. Fatti che hanno smentito anche le dichiarazioni di Eugenio Guarascio. Rilasciate sempre in quel fatidico 24 maggio. Nella stessa sede, il salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi. “Costruiremo il nuovo Cosenza intorno a Tutino“, diceva il patron. Intenzioni mai manifestate visto che da subito è parsa chiara la volontà di rivendere il giocatore e fare cassa.
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