Polemiche per Cosenza-Frosinone (foto Francesco Farina)
Polemiche per Cosenza-Frosinone (foto Francesco Farina)

Un passo falso dopo sette risultati utili consecutivi ci può stare. Il Cosenza non è una corazzata. Una battuta d’arresto, venuta al termine di una prestazione ben al di sotto degli standard abituali, va presa in considerazione.

I ragazzi di Alvini hanno toppato il match contro il Frosinone. Perdendo meritatamente contro una squadra che finora non aveva ancora vinto in campionato lontano dallo “Stirpe“. Sarebbe però da ingrati imputare ai rossoblù colpe eccessive. Le idee erano confuse ma l’impegno non è venuto meno. Le esagerazioni non portano benefici.

Una delle occasioni clamorose sciupate dal Frosinone (foto Francesco Farina)

La drammatizzazione della sconfitta lasciamola ai pessimisti cronici. E il pessimismo non genera miglioramenti, non porta a correggere gli errori. Chiarite quindi le responsabilità. Sottolineato che il Cosenza ha giocato male. Non fosse stato per l’imprecisione degli avanti frusinati, il passivo sarebbe stato più ampio.

L’erroraccio della squadra arbitrale, Var e Avar compresi, non è però tollerabile nè giustificabile nel tempo del controllo minuzioso di tutti i singoli episodi. Nell’epoca della tecnologia che consente di avere l’occhio di falco su tutto il perimetro di gioco. La sciocchezza di Monterisi che poggia la mano sul pallone abbrancato in presa bassa da Cerofolini andava segnalata e punita. Parzialmente giustificato il direttore di gara, il cui sguardo poteva essere riposto da un’altra parte in quel momento.

Incomprensibile però che Luca Pairetto al Var non sia intervenuto. Inaccettabile. Con tutto quel popò di tecnologie e strumentazioni a disposizione. Il tecnico rossoblù Massimiliano Alvini, a cui non difettano di certo obiettività, aplomb e signorilità, si è giustamente lamentato delle sviste, anzi delle topiche arbitrali. Per i criticoni seriali e i bastian contrari per moda però lascia il tempo che trova, non ha quasi il diritto di farlo, perchè “ha sbagliato tutto e ha una squadra scarsa fatta di giocatori scarsi il cui destino è già segnato“. Ma il cambio di vedute è già dietro l’angolo. Basta aspettare la prima vittoria: “Grande mister, grandi ragazzi. Forza lupi!“.

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