Migliaia di persone hanno assistito a Cosenza in Piazza XV Marzo a “Il cielo è sempre più blu“, il concerto evento firmato Radio 2 ed organizzato da Regione Calabria e Calabria Film Commission nell’ambito della convenzione con Rai Com. La serata ha visto la partecipazione di alcuni tra i cantanti più amati, alternati a giovani promesse della musica e a un tocco di calabresità che non poteva mancare, considerando la dedica del concerto a Rino Gaetano, emblema della Calabria musicale.
L’evento verrà trasmesso su Rai 2 e Radio 2 il 20 luglio, quando tutta l’Italia – citando uno degli ospiti – potrà assistere alla serata. I conduttori Ema Stokholma e Gino Castaldo hanno accolto sul palco artisti quali Gabry Ponte, Sarah Toscano, Noemi, Michele Bravi, Fabrizio Moro, Le Vibrazioni, Serena Autieri, Eugenio in Via di Gioia, Santamarea, Francamente, Senhit, Alessandro Gaetano – nipote di Rino – e i calabresi Aiello e Peppe Voltarelli, che giocavano in casa. Da non dimenticare la presenza del cosentino Speedy e di Off Bianca, vincitori di un contest di Radio 2.
Una serata che ha visto il numeroso pubblico ballare sulle note di Gabry Ponte, cantare i grandi successi degli artisti più noti e scoprire emergenti di qualità (nota di merito per i Santamarea, band palermitana in forte ascesa che meriterebbe ancora più attenzione mediatica). Ma… quando si assiste a manifestazioni del genere è inevitabile che non tutto fili liscio. La macchina organizzativa di tali eventi è oggettivamente complessa e qualche nota stonata – per restare in tema – è da mettere in conto.
SUI SOCIAL CORRE LA PROTESTA
Sui social, vox populi del nuovo millennio, sono molti i commenti che contestano vari aspetti dell’organizzazione. Chi era presente al concerto esprime forti perplessità sulla gestione di flussi e accessi in piazza. Questo avrebbe comportato una potenziale situazione di pericolo, con diversi utenti che parlano di calca, senza corridoi per defluire e, di conseguenza, persone ammassate tra di loro.
Altra lamentela ricorrente è quella sulla viabilità: effettivamente, a differenza di altre occasioni, si è deciso di interromperla già in piazza Spirito Santo. Molti così hanno dovuto macinare chilometri a piedi per raggiungere le aree di ingresso. Nota a margine: gli immancabili parcheggiatori abusivi che chiedevano per le loro prestazioni di vigilanza “5 euro per tutta la notte” (sic).
In tanti lamentano di non esser stati fatti entrare, presumibilmente per il numero di ingressi contingentato, ma di non aver visto lo stesso trattamento per altre persone, entrate – a loro dire – nello stesso momento, non si sa a quale titolo. Ma se Atene piange, Sparta non ride di certo. Gli stessi addetti all’informazione, non solo hanno potuto constatare la veridicità di molte di queste affermazioni, ma ne sono stati anch’essi “vittime”, oltre che testimoni (si, stiamo parlando in prima persona).
Innanzitutto, l’accesso per la stampa, fissato su Via Paradiso, ha costretto i “poveri” reporter a circumnavigare la piazza e a compiere una lunga scarpinata (oltre alla problematica auto di cui sopra, parcheggiatore compreso…). E’ una volta arrivati nella Terra promessa, però, che inizia la vera corsa ad ostacoli. Si scopriva, infatti, che essere nella lista dei fortunati (?) ammessi alla zona stampa non bastava.
Inviati al desk dei pass, una fin troppo zelante responsabile affermava che i malcapitati giunti in ritardo non potessero entrare, che i pass erano terminati e che costoro avrebbero dovuto assistere alla serata dal pubblico, augurando loro un beffardo “buon concerto”. Solo la solerzia e la dedizione del rappresentante di un’altra componente organizzativa – che aveva stilato la famosa lista – permetteva agli “eroici” cronisti di accedere all’area stampa, dove però proseguono le sorprese.
CANTA CHE TI PASS…
Non ci è voluto molto a individuare i famosi pass terminati al collo di persone che palesemente non erano addette ai lavori. Non si può, inoltre, non far presente che la zona stampa è stata posizionata dietro all’enorme braccio della telecamera RAI. Con comprensibile equilibrismo nel fare riprese e provare ad evitare l’ingombrante ospite.
Ma la piccola via crucis dei vostri amici scribacchini non finisce qui. La zelante responsabile nota i novelli Fantozzi e Pina – perseguitati dalla consueta nuvoletta – e pretende di mandarli via. Mentre a poca distanza continuavano selfie e chiacchiere degli “abbonati RAI in prima fila”. Solo l’intervento del salvatore di cui sopra risolve la situazione, una volta per tutte, ma senza levare da tutta la componente stampa presente quella poco gradevole sensazione di tensione al solo vederla avvicinare. In un modo o nell’altro, però, i vostri cronisti hanno fatto il loro dovere, con il massimo dell’impegno e della passione, l’unica componente che può far desistere dal tornarsene a casa in simili situazioni. Oltre ai gadget di Radio 2, naturalmente…
Al netto dell’ironia, si può notare che favoritismi e comportamenti poco corretti sono all’ordine del giorno, e in ogni categoria. L’hanno notato molti partecipanti del pubblico. L’hanno notato diversi componenti di stampa e media. Il detto “mal comune, mezzo gaudio”, però, non può valere in una manifestazione così importante, che la stampa ha il diritto di documentare al meglio. E al quale, soprattutto, il pubblico ha il diritto di assistere senza presunte preferenze e senza preoccupazioni per la sicurezza. Andrà meglio la prossima volta, si spera.
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