Perdere due partite di fila non era ancora successo al Cosenza targato Massimiliano Alvini. Motivo per credere che, se quella di sabato scorso con il Frosinone, arrivata dopo 7 risultati utili consecutivi, poteva essere considerata una semplice battuta d’arresto fisiologica, quella con il Cesena di ieri deve, per forza di cose, far scattare un campanello d’allarme.
La penalità di 4 punti sul groppone non consente cali di tensione. La squadra di Alvini, per colpe non sue, ha un fardello con cui fare i conti. Con cui convivere da qui al termine del campionato. Una Serie B ’24/’25 condizionata da un disinteresse dei vertici societari che sembra crescere a dismisura col passare del tempo.
Ogni vittoria vale la metà. Di contro la sconfitta ha un malus maggiorato che, in virtù della posizione di classifica precaria, accentua la percezione già di per sé negativa del passo falso. Questo il tecnico di Fucecchio lo sa. Lo va ripetendo come un mantra dall’inizio della sua avventura in riva al Crati. In queste condizioni, difficili per squadra, staff tecnico e organizzativo, costretti a fare i salti mortali e a sacrifici immani per consentire le attività quotidiane, la salvezza è sì “una vera e propria impresa“.

Fondamentali le gare che attendono il Cosenza prima della sosta. Due trasferte: sui campi dell’insidiosa, soprattutto tra le mura amiche, Carrarese, e della corazzata Sassuolo. Ma, soprattutto, l’attesissimo derby casalingo con il Catanzaro. In vista di questi appuntamenti è necessario tenere la barra dritta. Significa che vanno individuati e sottolineati gli errori, evitando però di procedere all’inutile ricerca del caprio espiatorio da crocifiggere e mandare al macero.
Caporale è incappato in una giornata no, come del resto gran parte dei suoi compagni. Per onestà di giudizio vanno ricordate tante altre prestazioni al di sopra della sufficienza dell’ex Lecco. Sui casi Camporese e D’Orazio invece è legittimo pretendere chiarezza. Non può essere una scelta tecnica. Impensabile che elementi di simile caratura tutto d’un tratto non vengano più presi in considerazione anche solo per un breve spezzone di gara. Le forze e l’attenzione vanno poi concentrate sul supporto agli attori principali. A chi tiene in vita questo Cosenza. Diversamente da chi non ne onora storia e credibilità con disarmante continuità.
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