In casa Cosenza si può tranquillamente affermare che al peggio non c’è mai fine. La debacle della squadra ieri nel derby contro il Catanzaro purtroppo è solo la punta di un iceberg di una stagione ai limiti del grottesco, figlia della solita approssimazione.
Si può anche retrocedere in Serie C, questo fa parte del calcio e dello sport, ci mancherebbe altro! Bisognerebbe però farlo con dignità e soprattutto avendo fatto tutto il possibile per mettere la squadra in condizioni di salvarsi. Il Cosenza lo ha fatto? Non sembra proprio! Anzi, ai più è sembrata quasi una retrocessione programmata e studiata a tavolino.
Alla fine della scorsa stagione il patron Guarascio ha deciso come al solito di smantellare tutto e iniziare nuovamente daccapo. Via il direttore sportivo Roberto Gemmi, via il tecnico Viali, via calciatori di categoria come Marras, Meroni e Calò. Ah sì, c’era stato il riscatto di Tutino. Fumo negli occhi nei tifosi, visto che poi è stato venduto immediatamente al miglior offerente!
Una squadra già pronta, smantellata senza un perchè di punto in bianco. In barba a tutte le logiche della buona programmazione che indicano nella continuità tecnica la base necessaria per ottenere nel tempo i risultati migliori.
Se alla mancanza di programmazione, non certo una novità a queste latitudini, si aggiunge anche un -4 in classifica e le dimissioni del direttore generale proprio alla vigilia di Natale, ecco che il quadro della situazione è completo. Come può una squadra provare a fare semplicemente calcio in queste condizioni? Perchè non c’è ancora un campo dove allenarsi? Perchè a gennaio non si è pensato a rinforzare a dovere la rosa con calciatori di categoria? Si potrebbe continuare all’infinito con un serie di domande che ovviamente rimarranno senza risposte.
L’unica cosa certa è che la gestione Guarascio è arrivata ad un punto di non ritorno. Sicuramente il più basso da quando è presidente del Cosenza. La speranza è quella che l’umiliazione calcistica subita a Catanzaro sia stato il suo ultimo “regalo” alla città e ai tifosi prima di togliere il disturbo.
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