Beppe Ursino, dg del Cosenza (foto Michele De Marco)
Beppe Ursino, dg del Cosenza (foto Michele De Marco)

Dopo sei mesi e una retrocessione arrivata senza troppe sorprese, la parentesi di Beppe Ursino a Cosenza sembrava ormai definitivamente archiviata.

All’età di 74 anni, l’ex direttore sportivo era approdato ad inizio campionato alla corte dei lupi per rimettersi in gioco. La sua presenza è sempre rimasta impalpabile, mai davvero incisiva nel tentativo di dare una svolta e rendere la squadra competitiva nel campionato cadetto. La decisione di lasciare il club, comunicata ufficialmente dalla società alla vigilia di Natale ha colto di sorpresa un ambiente già segnato da troppe amarezze, che non si aspettava un addio in quel momento – a pochi giorni dal derby con il Catanzaro – e con quelle modalità.

Certo, oggi le priorità in casa Cosenza sono ben altre, ma in questo clima di confusione Ursino è tornato a parlare della sua esperienza in rossoblù. Lo ha fatto in un’intervista rilasciata a TuttoMercatoWeb, nella quale, alla domanda sulla sua ultima avventura calcistica, ha dichiarato: Me ne volevo andare dopo un mese o due. Per non mettere in difficoltà il presidente ho aspettato. Non c’erano i presupposti per continuare“.

Il presidente Guarascio con Ursino nella conferenza stampa del 14 giugno scorso (foto Francesco Farina)
Il presidente Guarascio con Ursino nella conferenza stampa dell’anno scorso (foto Francesco Farina)

Una dichiarazione successivamente parzialmente rettificata con un: “Me ne volevo andare dopo un mese o due. Per non mettere in difficoltà il presidente ho aspettato. Non c’erano i presupposti per continuare, ma per altre questioni. Nessun problema con la società. Le sue parole, e in special modo la rettifica, inevitabilmente, hanno riaperto il dibattito sul suo allontanamento e sulle reali motivazioni dietro quella scelta.

Già allora, in quel 24 dicembre di festa, pochi avevano creduto alla versione ufficiale. Attraverso un breve comunicato si ringraziava il dg Ursino congedandolo senza troppe cerimonie. “Motivi di salute“. Questa la motivazione. In molti avevano intuito che la questione fosse complessa e che i problemi arrivassero dall’interno, raccontando di tensioni e disorganizzazione.

Oggi, le dichiarazioni di Ursino sembrano confermare quei sospetti. Tracciano il ritratto di una società che, nonostante sette anni di Serie B appena trascorsi, continua a navigare a vista, tra improvvisazioni e una gestione definibile, senza troppi giri di parole, da “dilettanti allo sbaraglio“.

E se è vero che Ursino, uomo di sport esperto, avrebbe forse dovuto gestire diversamente la situazione, resta il fatto che le sue parole gettano nuova luce su una stagione travagliata e su una gestione societaria che, ancora oggi, fatica a trovare stabilità e credibilità.

Entra nel canale Whatsapp de Il Dot