L’infertilità maschile non è più un tema marginale né un tabù da relegare agli specialisti. È un fenomeno in crescita, che oggi pesa quanto – e talvolta più – quello femminile. A ricordarcelo, con dati, esperienza clinica e una visione lucida del presente, è la dott.ssa Giuseppina Peluso, dirigente biologo Ambulatorio di Seminologia e Banca del Seme- Azienda Ospedaliera di Cosenza oltre che esperta nazionale nello studio dei gameti maschili.

L’infertilità non è mai dell’uomo o della donna: è sempre infertilità di coppia. Ma il fattore maschile pesa per il 50% dei casi“, spiega la dott.ssa Peluso, richiamando un concetto chiave spesso ignorato.

Un crollo silenzioso: in 50 anni dimezzati gli spermatozoi.

La fotografia è impietosa. Uno studio pubblicato su Human Reproduction nel 2023 – ricorda la dott.ssa Peluso – ha analizzato 57.000 uomini in 53 Paesi, mostrando un dato allarmante: “La concentrazione spermatica mondiale è passata da 101 milioni a 49 milioni per millilitro. In tre generazioni l’uomo ha perso circa due terzi del suo patrimonio seminale.” 

Non solo quantità: anche motilità e morfologia risultano sempre più compromesse. Gli spermatozoi sono più deboli, meno capaci di fecondare, più vulnerabili allo stress ossidativo.

Perché accade? Le cause: tra biologia, ambiente e stili di vita

La dott.ssa Peluso elenca un mosaico di fattori, molti dei quali legati alla modernità: Cause biologiche e cliniche, certamente. Ma anche alterazioni genetiche e cromosomiche. Tra le cause più frequenti ci sono poi infezioni subdole delle vie seminali, spesso asintomatiche. Poi, inoltre, c’è l’aumento della temperatura testicolare (sole, sauna, laptop sulle gambe). L’età paterna avanzata, associata anche a maggior rischio di malattie genetiche nei figli. Passando invece alle cause ambientali e inquinamento atmosferico, citiamo le microplastiche nel liquido seminali.

Senza dimenticare gli stili di vita a rischio, come l’obesità, la cattiva alimentazione, fumo e cannabis, alcol, seroidi anabolizzanti e addirittura l’uso eccessivo di device a contatto con l’area genitale. “Sono tutti produttori di stress ossidativo, che frammenta il DNA dello spermatozoo e compromette la fertilità.” Il nemico invisibile? “la frammentazione del DNA spermatico. È uno dei punti più sottovalutati, ma centrali. Uno spermatozoo con DNA frammentato può impedire lo sviluppo embrionale, causare aborti e fallimenti anche con tecniche come la ICSI.“, sostiene la dottoressa. È spesso alla base della cosiddetta infertilità idiopatica, quel 20% di casi in cui gli esami sembrano normali ma la gravidanza non arriva.

Diagnosi corretta: lo spermiogramma non è un esame qualunque

La dott.ssa Peluso insiste su un concetto fondamentale: “Lo spermiogramma deve essere eseguito in centri specializzati, da personale esperto. Un esame scorretto genera diagnosi scorrette e terapie sbagliate.” Accanto allo spermiogramma, sono essenziali: test di frammentazione del DNA esame colturale dosaggi ormonali visita andrologica ed ecografia.

L’eccellenza dell’AO di Cosenza: l’ambulatorio di semiologia e la Banca del Seme

All’Annunziata, spiega la dott.ssa Peluso, è attivo un ambulatorio di semiologia ad alta specializzazione, dotato di: microscopi ad alta risoluzione studio morfofunzionale completo dello spermatozoo test avanzati sul liquido seminale struttura dedicata alla crioconservazione dei gameti dei pazienti oncologici. Un presidio fondamentale per la fertilità futura di giovani uomini colpiti da tumori.