Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG) domina come da copione, concludendo la stagione con un assolo magistrale lungo le strade del Lombardia. La sua superiorità è schiacciante. Remco Evenepoel (Soudal Quick-Step) nemmeno prova a resistergli e conquista l’ennesimo secondo posto. Un coriaceo e sorprendente Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team) agguanta il terzo gradino del podio. Il campione nazionale statunitense, Quinn Simmons (Lidl – Trek), va in fuga dal mattino e riesce a terminare la corsa in quarta piazza.

ANTEPRIMA

241 chilometri, 4.600 metri di dislivello, ma la domanda ormai è: a quanti chilometri dal termine Pogacar rimarrà solitario in testa?

LA CORSA

Il via avviene da Como. Subito al via, partono uomini all’attacco. Pochi chilometri e si consolida una fuga di dodici unità. Ne fanno parte gli italiani Ganna e Calzoni, gli australiani Matthews e Hamilton, il francese Guernalec, il monegasco Langellotti, il belga Vervaeke, l’olandese Lemmen, lo sloveno Glivar, il basco Bilbao, il danese Hellemose, il britannico Koerdt. A poco più di 80 chilometri dal traguardo, sulla Crocetta, è Quinn Simmons (Lidl – Trek) a involarsi da solo. Sivakov guida gli uomini della UAE Team Emirates XRG in testa al plotone dei big. All’inizio del Passo di Ganda, a 40 chilometri dalla conclusione, il vantaggio di Simmons è di 2’20”. Per effetto dell’azione della UAE, il gruppo inseguitore si frantuma. Prima Majka, alla sua ultima corsa, detta il passo.

Quando il polacco si defila, Pogacar lo omaggia per il lavoro svolto in suo favore in tante circostanze. Tocca poi a Vine aumentare ulteriormente il ritmo. Rimangono alla sua ruota solo i suoi compagni Pogacar e Del Toro, insieme a Storer, Evenepoel e al giovanissimo talento francese Seixas (Decathlon AG2R La Mondiale Team). A 36,5 chilometri dall’arrivo, Pogacar parte e se ne va. Nessuno osa rispondergli. Diversamente dalle ultime azioni, non scatta da seduto, ma per qualche decina di metri si alza sui pedali. Nel volgere di poco più di due chilometri, Pogacar raggiunge Simmons. Lo statunitense prova per qualche centinaio di metri a resistere, ma si stacca quando le pendenze tornano ad aumentare. Dietro, Evenepoel si mette a tirare e Seixas cede. Qualche chilometro e molla anche Del Toro, prima che Evenepoel raggiunga Simmons insieme a Storer.

Lungo un falsopiano, Simmons si stacca. Solo Storer rimane a ruota di Evenepoel, ma il loro ritardo da Pogacar a 25 chilometri dal termine è di 1’20”. Pogacar affronta i tornanti in discesa del Selvino con una perizia straordinaria. Evenepoel si avvantaggia in discesa su Storer. Il finale vede il campione del mondo scalare la Boccola tra due ali di folla inneggiante. Gli ultimi due chilometri in picchiata accompagnano Pogacar al traguardo di Bergamo. Lo sloveno conclude con un vantaggio di 1’48” su Evenepoel. Il belga, ancora una volta piazzato, è alla sua ultima corsa con la Soudal Quick-Step. Sul traguardo, esegue un gesto di ringraziamento nei confronti della squadra. Ottimo terzo posto per Storer, a 3’14”. Un fantastico Simmons, in fuga dal via, conclude quarto a 3’39”, davanti ad un gruppetto regolato da Del Toro, che sprinta su Pidcock, Seixas e Bernal a 4’16”. Scaroni e Piganzoli, quindicesimo e sedicesimo, sono i primi italiani.

Pogacar raggiunge Coppi come numero di successi al Lombardia. È il quinto sigillo, ma nemmeno il Campionissimo era riuscito a cogliere cinque trionfi consecutivi. Lo sloveno è il primo nella storia a vincere Campionato del Mondo e Lombardia, nello stesso anno, per due volte (per di più, consecutive). È il primo, insieme a Merckx, a vincere tre classiche monumento nella stessa stagione. È il primo nella storia a terminare sul podio tutte e cinque le classiche monumento nel corso della stessa stagione. Vince la sua decima classica monumento, raggiungendo Girardengo, preceduto solo da Roger De Vlaeminck a 11 successi e dal Cannibale Merckx a 19. Coppi, Merckx, Girardengo: il nome di Pogacar inizia ad essere frequentemente accostato a quello di queste leggende. Non c’è altro da aggiungere per tratteggiare la dimensione raggiunta da questo corridore.

Tirano i Soudal-Quickstep e gli UAE per i loro capitani Si forma la classica fuga a lunga gittata del campionato di mondo, con uomini di seconda fascia. Ne fanno parte Huising, Garcia Pierna, Fabio Christen, Mayrhofer, Ivo Oliveira, Foldager e il francese Bernard, figlio d’arte. Belgi e sloveni monopolizzano le prime posizioni del plotone. Novak aumenta il ritmo, prima che il suo capitano Pogacar si muova in prima persona quando mancano addirittura 104 chilometri alla conclusione. Lo spagnolo Ayuso gli rimane a ruota e Bernard è l’ultimo della fuga ad esser ripreso. Evenepoel si stacca clamorosamente il messicano Del Toro si lancia all’inseguimento. Sul muro di Kigali, Del Toro va in testa e solo Pogacar gli tiene la ruota. Ayuso invece si pianta. In cima al muro, il primo gruppo inseguitore è distanziato di poco più di 30”. Evenepoel è ad oltre un minuto.

A sei giri dal termine, Pogacar e Del Toro transitano con 45” di vantaggio sul primo gruppo inseguitore. Evenepoel è costretto a cambiare bici prima di riaccodarsi ai trenta uomini all’inseguimento. Tocca a Garofoli muoversi e lavorare per Ciccone. Evenepoel prosegue con le sue difficoltà di natura tecnica e cambia nuovamente la bici. La serie di scatti e successivi rallentamenti fa sì che il vantaggio dei due in testa si attesti a poco meno di un minuto. A 66 chilometri dal traguardo, Pogacar stacca anche Del Toro, suo compagno di club alla UAE, e si invola solitario. Per effetto di un’accelerazione di Evenepoel, i due gruppi dietro si fondono. Ciccone, uomo di punta azzurro, c’è. Tuttavia, al termine del tratto in salita, con Evenepoel rimangono solo Skjelmose, Hindley, Pidcok e Healy. Mancano quattro giri e il vantaggio di Pogacar è di un minuto.

A tre giri dal termine, Hindley prima e Pidcock poi si staccano dal gruppetto tirato da Evenepoel. Col belga rimangono solo Skjelmose e Healy. Pogacar veleggia con un vantaggio di 1’10”. Evenepoel attacca ai meno venti chilometri e rimane da solo ad inseguire Pogacar. Inizia l’ultimo giro con lo sloveno che transita con un minuto e mezzo circa di vantaggio su Evenepoel. La corsa si conclude col trionfo di Pogacar. Evenepoel è d’argento con un distacco di 1’28”. Healy stacca il danese Skjelmose ai meno cinque e agguanta un ottimo bronzo per l’Irlanda. Il lettone Skujins giunge quinto. Ciccone conclude sesto a 6’47” davanti a Del Toro e ad Ayuso. Solamente trenta corridori, rispetto ai 165 partenti, completano i 267,5 km del percorso, reso gravoso da oltre 5.000 metri di dislivello.

Per Pogacar, si tratta della seconda doppietta consecutiva Tour de France – Campionati del Mondo, dopo il double del 2024. È il nono corridore della storia a riconfermarsi campione del mondo su strada, il primo a conquistare il podio sia al Tour che al Campionato del Mondo per tre anni consecutivi, in un 2025 in cui ha vinto anche il Fiandre, la Liegi, le Strade Bianche, la Freccia Vallone, il Delfinato e ha concluso al secondo posto la Roubaix e al terzo la Sanremo. Sono numeri che testimoniano la completezza di un fuoriclasse che consolida la sua figura di icona non solo del ciclismo, ma della storia dello sport.

GIULIO SESSA

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