Referendum giustizia

Lo scrutinio del referendum costituzionale sulla giustizia, in corso in tutta Italia dopo la chiusura dei seggi alle 15 di oggi, sta delineando un quadro sempre più chiaro: il NO è in vantaggio e si avvia verso una vittoria che segnerebbe la bocciatura della riforma proposta dal governo.

Le operazioni di conteggio, iniziate immediatamente dopo la chiusura delle urne, stanno confermando le indicazioni delle prime proiezioni e degli exit poll diffusi nel pomeriggio, che già attribuivano ai contrari un margine significativo. Con l’avanzare dello scrutinio, il distacco tra NO e SÌ si è progressivamente consolidato, rendendo sempre meno probabile un ribaltamento del risultato.

Secondo i dati più aggiornati, il NO si attesterebbe attorno al 53%, contro circa il 46% dei favorevoli. Un risultato che, se confermato ufficialmente al termine dello spoglio, sancirebbe il fallimento della riforma costituzionale sulla magistratura voluta dall’esecutivo.

Al centro della consultazione c’era una riforma costituzionale dell’ordinamento giudiziario, in particolare del sistema di autogoverno della magistratura. Il progetto prevedeva, tra le altre cose, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, la creazione di due distinti Consigli superiori della magistratura e l’istituzione di una nuova corte disciplinare.

I sostenitori del SÌ hanno presentato la riforma come un passo necessario per rendere il sistema più efficiente e imparziale. Al contrario, il fronte del NO ha criticato duramente il progetto, sostenendo che avrebbe indebolito l’indipendenza della magistratura e alterato l’equilibrio tra i poteri dello Stato