Un talento cristallino e in continua crescita, quello di Stefano Cappadona, palleggiatore cosentino classe 2005 che ormai da qualche anno calca i palcoscenici più importanti della nostra pallavolo. Una passione precoce la sua, agevolata dall’essere cresciuto in una famiglia nella quale il volley si è sempre respirato grazie al padre Paolo, ex giocatore e poi dirigente dell’attuale Area Brutia Volley Team Cosenza.
Abbiamo incontrato Stefano, reduce dalla sua quarta stagione a Castellana Grotte dove, con la New Mater, ha disputato gli ultimi due campionati di A3, dopo due anni di rodaggio in Serie B e nel campionato Under 19. Il palleggiatore ha comunicato sui suoi canali social di essere in procinto di iniziare una nuova avventura, lontano da Castellana, che però ringrazia per il ruolo determinante avuto nella sua maturazione ad alti livelli. Stefano è attualmente in ritiro con la nazionale Under 22 a Camigliatello Silano fino al 28 maggio, in vista degli Europei di categoria, in programma a fine giugno.
DA COSENZA A CASTELLANA GROTTE
Un percorso iniziato nei palazzetti di Cosenza e nei campionati giovanili. Stefano cita i suoi primi allenatori, Marco Mari e Dario Rovito, con quest’ultimo che lo ha indirizzato al suo attuale ruolo di palleggiatore. L’esperienza in maglia rossoblù culmina con la vittoria del campionato di Serie C nel campionato 2020-2021, e il successivo debutto in Serie B l’anno successivo, sotto la guida di mister Francesco Perri, senza dimenticare il campionato Under 17, conclusosi con le finali nazionali. Ed è proprio in quella stagione che Stefano viene notato dalla New Mater Castellana Grotte, società rinomata per il suo lavoro con i giovani.
Determinante l’incontro con Luca Leoni, l’allenatore che l’ha fortemente voluto in Puglia e che ha rappresentato una svolta per la sua crescita sportiva. “Mi seguivano già dai tempi della Serie B a Cosenza” racconta Cappadona. “Sono andato per un allenamento di prova insieme ad altri ragazzi e mister Leoni mi ha scelto. Ha detto che gli piacevano il mio modo di lavorare e l’atteggiamento.” Impegno e atteggiamento e che hanno colpito positivamente tutte le società che hanno avuto a disposizione il giovane palleggiatore.
Naturalmente, lasciare Cosenza a 17 anni non è stata una scelta semplice. “Ero molto indeciso su cosa fare quell’anno. Dovevo iniziare il quinto anno di liceo e avevo la possibilità di andare in un’altra accademia giovanile, a Vibo. Però mister Leoni mi chiamò per parlare e quello fu il momento decisivo. Alla fine ho scelto Castellana e credo sia stata la scelta giusta“.
SACRIFICI NECESSARI PER CRESCERE
Uno stravolgimento per Stefano, che però non ha abbandonato la sua vita da liceale, seppur in una nuova scuola. “La mattina andavo a scuola e poi direttamente ad allenamento. Erano molto fiscali e ti seguivano sul piano disciplinare. Anche sull’alimentazione c’erano regole precise. Vivevamo in foresteria e seguivamo una dieta stabilita.” Regole rigide per dei ragazzi così giovani, ma accettate da Stefano con la consapevolezza che fossero necessarie per raggiungere gli scopi che si era prefissato.
“Durante la settimana non potevi uscire liberamente. Dovevi rispettare orari precisi e avvisare sempre. Però sono cose che poi ti porti dietro negli anni, perché impari la disciplina. Quando entri nel mondo dei professionisti, questi insegnamenti fanno la differenza“ riconosce Cappadona con maturità. “I sacrifici li fai per qualcosa che ami. La cosa più difficile è stare lontano dalla famiglia e dagli amici, soprattutto nei momenti brutti. Però ho sempre avuto il loro supporto e questo mi ha aiutato tantissimo”.
Il passaggio da Cosenza a Castellana ha richiesto grande spirito di adattamento anche dal punto di vista atletico. Come spiega Stefano, “la cosa più difficile sono stati i ritmi. La preparazione atletica era molto intensa, anche sulla sabbia, e in allenamento c’erano pochissime pause.” Questi sacrifici, però, portano i risultati sperati. “A Castellana ho fatto due anni di Serie B e Under 19, con la quale abbiamo conquistato il terzo posto alle finali nazionali.” Da lì, le ultime due stagioni pugliesi, nelle quali è stato aggregato in pianta stabile alla formazione di Serie A3. Anche in questo caso non manca la gratitudine per la New Mater. “Mettere un diciannovenne alla guida di una squadra non è cosa da poco: è stata una grandissima opportunità e una dimostrazione di fiducia da parte della società” riconosce Stefano.

UN MOMENTO DIFFICILE VISSUTO LONTANO DA CASA
Proprio nel primo anno di A3 non sono mancati momenti difficili, in seguito al grave lutto familiare causato dalla scomparsa del padre Paolo, figura molto amata nella pallavolo cosentina, prima come giocatore e poi come dirigente. “Mio padre ha sempre respirato pallavolo. Ha giocato per tanti anni nella provincia di Cosenza ed era molto conosciuto e stimato nell’ambiente”. Una stima che ha portato alla nascita del Memorial Paolo Cappadona, che nello scorso settembre ha visto svolgersi la prima edizione, in un PalaQuattromiglia gremito. Un affetto che ha riempito il cuore di Stefano e della sua famiglia.
Anche in quel triste evento, però, emergono il carattere e la tenacia di Stefano. “Non è stato facile affrontare tutto questo lontano dalla mia famiglia. Però ho voluto continuare a giocare perché non mi andava di lasciare le cose a metà e perché questa è la cosa che amo fare. La pallavolo mi ha tenuto impegnato durante le giornate. Devo ringraziare anche i miei compagni di squadra, perché mi sono stati molto vicini. Non mi sono mai sentito solo, avevo sempre qualcuno accanto” osserva Stefano.
La riconoscenza verso Castellana e la consapevolezza di trovarsi nel posto giusto per continuare a crescere hanno spinto Stefano a rifiutare proposte per il ruolo di vice-palleggiatore in squadre di A1 e A2. Ora, però, è arrivato il momento di una nuova avventura per Stefano, che ha ricevuto una proposta molto importante ma che preferisce, per il momento, non rivelare. Non nasconde, però, l’entusiasmo per ciò che l’aspetta. “È un’opportunità a cui non potevo dire di no, perché è qualcosa per cui ho lavorato fin da ragazzino. Per me è un sogno. Sarà un anno importantissimo e dovrò mettermi completamente a disposizione per migliorare ancora”.
Solo parole al miele per Castellana, la società che l’ha accolto ragazzino e che l’ha preparato a spiccare il volo verso altre sfide. “A Castellana ho vissuto quattro anni fondamentali. Ho ricevuto tanta fiducia da parte del club, che mi ha fatto giocare titolare in Serie A3 a 19 anni. Spero di aver ripagato questa fiducia. Non so se sia un addio o un arrivederci, però lì ho ricevuto tantissimo affetto”.
LA NAZIONALE, UN DISCORSO DA RIPRENDERE
Nel 2024 arriva per Cappadona la prima convocazione nella Nazionale giovanile, in vista degli Europei Under 20. “Mi sono allenato tutta l’estate con loro, anche se poi non sono riuscito ad andare agli Europei perché eravamo in tre e io sono stato escluso all’ultimo. Però resta comunque un’esperienza molto bella, che ti fa crescere.” Anche l’estate 2025 è dipinta di azzurro per Stefano, stavolta convocato in Under 21. “Ho fatto la mia prima competizione ufficiale con la Nazionale a Cisterna di Latina, nel torneo di qualificazione agli Europei Under 22. Ho giocato la prima partita da titolare contro l’Inghilterra e abbiamo vinto. Poi, nella seconda partita, ho subito un infortunio”.
Un incidente di percorso che ha momentaneamente messo in pausa il discorso nazionale. “Ho cercato di recuperare, ma purtroppo non è stato possibile. Loro sono partiti per il Mondiale e io non ho potuto esserci. Alla fine hanno conquistato l’argento”. Una comprensibile delusione, che però Stefano prende con filosofia. “All’inizio della stagione mi portavo addosso il peso di non essere riuscito ad andare al Mondiale. Però, col senno di poi, forse è stato meglio così, perché non ero ancora al massimo fisicamente e rischiavo di compromettere anche la stagione col club. Per fortuna ho recuperato bene e sono riuscito a non saltare nemmeno una partita durante la stagione.”
Ora una nuova occasione azzurra per Stefano, in ritiro a Camigliatello con la nazionale Under 22, in vista degli Europei previsti dal 29 giugno al 4 luglio in Portogallo. Una possibilità che l’atleta cosentino non vuole lasciarsi sfuggire. “Spero di avere l’opportunità di giocarmi il posto fino alla fine. Rappresentare la propria Nazionale è sempre un’emozione unica”.
Una convocazione alla quale Stefano ha cercato di farsi trovare il più pronto possibile, proseguendo i propri allenamenti anche dopo la conclusione del campionato. “Ho seguito un programma di off-season con tre sedute a settimana, lavorando tanto anche individualmente per farmi trovare pronto. Bisogna essere atleti sia durante la stagione sia fuori stagione”.
UN RAPPORTO MAI INTERROTTO CON COSENZA
Non può mancare un accenno al legame viscerale con la sua città natale. “Quando torno a Cosenza vengo spesso a vedere allenamenti e partite (era presente anche in occasione della promozione della Pallavolo Milani in Serie B, ndr). Cosenza è la città dove sono cresciuto, dove ho vissuto per 17 anni e dove ho mosso i primi passi. L’Area Brutia mi ha lanciato in Serie C quando avevo 15 anni e poi anche in Serie B. Hanno creduto in me fin dal primo momento.”
Tanti sono i rapporti che ha mantenuto con chi ha condiviso con lui gli anni della pallavolo a Cosenza. “Ho ancora tanti amici qui, ho un bellissimo rapporto con ex compagni e allenatori. Quando torno a Cosenza rivedo tutti i ragazzi con cui sono cresciuto, dall’Under 14 fino alla Serie C e alla Serie B, perché certi legami restano“. Amici che, ogni volta, non vedono l’ora di riabbracciarlo e che ora fanno il tifo per lui, dalla Nazionale fino ai prossimi importanti impegni che lo attendono nella nuova stagione.
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