Il direttore sportivo del Cosenza calcio, Domenico Roma, traccia un bilancio della stagione appena terminata in conferenza stampa. Le prime parole sono di profonda delusione e amarezza per l’inopinata sconfitta subita al “Marulla” contro il Casarano. Ma anche di orgoglio per rivendicare il percorso compiuto dalla squadra nel corso di tutto il campionato tra mille difficoltà logistiche e ambientali.
Roma apre il suo intervento chiedendo scusa ai tifosi per il risultato dell’ultima gara, definendolo una ferita ancora aperta. Allo stesso tempo difende a spada tratta il lavoro svolto durante l’intera stagione: “I numeri parlano chiaro”. Ricorda come il Cosenza abbia chiuso a soli tre punti dal Catania e sia stato addirittura secondo in classifica fino all’ultima giornata.
Ampio spazio dedicato al mercato di gennaio, accusato da parte dell’ambiente di aver indebolito la rosa. Il ds respinge le critiche. Spiega che le partenze di giocatori chiave come Ricciardi, Kouan e Dalle Mura erano legate alla volontà degli stessi calciatori di lasciare il club. Roma rivendica il lavoro fatto in entrata, con 9 nuovi innesti pensati per aumentare profondità ed equilibrio della squadra.
Sul futuro personale, il direttore non si sbilancia: “Nessun confronto ancora con il presidente Guarascio, ma la disponibilità a discutere eventuali prospettive comuni nelle prossime settimane“. Roma però evidenzia come il club lasci in eredità una base importante composta da diversi contratti pluriennali. Elemento che potrebbe rappresentare un punto di partenza solido per il prossimo campionato.
Particolarmente toccante il passaggio dedicato alla sconfitta playoff contro il Casarano. Roma racconta di aver trovato il figlio di sei anni in lacrime dopo la partita. Episodio che gli ha fatto percepire ancora di più il peso della delusione vissuta dall’intera città. “Mi sono sentito quasi colpevole”, confessa emozionato.
Nel finale, l’uomo mercato dei lupi ringrazia giocatori, staff tecnico, personale sanitario, magazzinieri, collaboratori e società, definendo un “onore” aver rappresentato il Cosenza. Un intervento lungo e sentito, tra amarezza per il finale di stagione e orgoglio per un campionato che, secondo il dirigente rossoblù, non può essere giudicato soltanto dagli ultimi cinquanta minuti di blackout contro il Casarano.
Entra nel canale Whatsapp de Il Dot

























