Paolo Cariati di Vintage Specs a Random

Nuovo appuntamento con Random, lo spazio di approfondimento settimanale de Il Dot, in onda venerdì alle 22:00 sui nostri canali, e in replica sabato alle 20:00 e domenica alle 14:30 su Esperia TV, canale 15 del digitale terrestre. Ospite di Pierpaolo Mazzulla è Paolo Cariati, ideatore e anima di ‘Vintage Specs’, un vero e proprio paradiso per musicisti, collezionisti e appassionati di musica.

Cariati è stato capace di trasformare la sua passione per la musica in lavoro. Una passione che nasce da lontano, quando suo padre gestiva due negozi di strumenti musicali. “La vera scintilla è nata intorno ai 25 anni, quando ho iniziato a suonare la chitarra elettrica, e grazie ai dischi che avevamo a casa.” Da lì, ha iniziato ad acquistare i primi strumenti musicali. Non solo, Cariati è anche liutaio, quindi ha anche un rapporto “artigianale” con la musica.

Ma qual è la filosofia che anima il progetto ‘Vintage Specs’? A me piace tutto quello che è vintage, non solo gli strumenti ma anche abbigliamento, auto, arredamento. Dico sempre che sarei voluto nascere negli anni ’60. Il nome riflette la mia filosofia perché, per quanto la tecnologia continui ad andare avanti, anche nella musica e nella strumentazione ci si rifà al passato.” Il vintage e il recupero di tutto ciò che rimanda al passato non passerà mai di moda, secondo il nostro ospite.

Una location storica per un negozio vintage

‘Vintage Specs’ si trova a via Rivocati, via storica di Cosenza. Si potrebbe pensare che non sia stata una scelta casuale, invece Cariati parla di una fortunata coincidenza. Basti pensare che, nelle immediate vicinanze, sono ubicati la Casa della Musica, che ospita il Conservatorio, e lo storico Liceo Lucrezia Della Valle, che da alcuni anni ospita anche l’indirizzo musicale. Altra peculiarità del magazzino, poi diventato ‘Vintage Specs’, è la vetrina, che mette in mostra gli strumenti musicali, dando subito ai passanti una visione di insieme di cosa si trova all’interno.

Parlando di strumenti musicali, ci si chiede spesso che cosa manchi a quelli ‘nuovi’ per suonare come quelli ‘vecchi’. È solo la nostalgia che ci dà questa percezione o effettivamente c’è qualche differenza? Manca l’anima che, in termini tecnici, è dato dal processo d’invecchiamento del legno, dalle vernici usate, in minima parte dal decadimento dei magneti e da una manifattura che all’epoca era veramente manuale.” Cariati, però, precisa che, dal punto di vista qualitativo, gli strumenti attuali – come le chitarre – sono superiori a quelle vintage. Ciò che manca, però, è altro: il vissuto, la manualità, la storia che certi strumenti di un tempo si portano dietro, che un processo produttivo ‘industriale’ non può riprodurre.

Cariati conclude commentando lo stato di salute della musica a Cosenza, che secondo lui è buono. Cita, per esempio, gli adolescenti che si recano nel suo negozio mostrando interesse ed entusiasmo e chiedono di provare strumenti e pedali. Unico rammarico: l’assenza di sale prove e punti di aggregazione per suonare nella provincia, che molti ragazzi lamentano una volta all’interno di Vintage Specs, in quella sorta di ‘Paese dei Balocchi’ per chi vive la musica in modo viscerale.

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