Torna Random, lo spazio settimanale di approfondimento in onda giovedì alle 20:00 sui canali de Il Dot, in replica anche sabato alle 20:00 e domenica alle 14:30 su Esperia TV, canale 15 del digitale terrestre. Questa settimana, ospite di Valentina Mitidieri, è Claudio Filice, presidente di Social Builders, un’associazione che dallo scorso anno si sta facendo notare per attivismo a Cosenza e provincia.
Una vita breve quella di questo progetto, ma già molto attiva. Diverse le iniziative che hanno messo in evidenza la voglia di fare di questi ragazzi. Infatti, la particolarità principale di Social Builders è la giovane età dei suoi membri, a partire dal Presidente che, con i suoi 25 anni, è uno dei più “anziani” del gruppo.
Claudio spiega com’è nata l’associazione e cosa lega chi ne fa parte. “Social Builders nasce da persone con un’idea in comune. Siamo innanzitutto degli amici che hanno a cuore la città di Cosenza e la provincia.” Non solo. Lo status di universitari della gran parte dei soci fa sì che si avvicinino all’associazione anche ragazzi che abitano fuori provincia e studiano all’Unical.
Per Claudio questa è un’idea che parte da lontano. Da quando nel 2017 fondò ScorzaTe, associazione di studenti del Liceo Scorza e che si proponeva di fare qualcosa per gli altri. Il “fare” è un po’ il filo conduttore delle sue esperienze associazionistiche. Per il giovane presidente di Social Builders, i ragazzi a Cosenza (e non solo) vorrebbero fare tanto. Hanno idee che magari coltivano da tempo ma non sanno come mettere in pratica. Questo è uno degli scopi dell’associazione, dare vita a queste idee.
UN’ASSOCIAZIONE MULTIDISCIPLINARE
Filice descrive Social Builders come multidisciplinare, accogliendo al suo interno persone con varie competenze, dall’ingegnere all’esperto in comunicazione passando per l’umanista e non solo. Questo si traduce in un’organigramma quasi aziendale, con ruoli ben definiti, per coprire al meglio ogni possibile area di intervento. Un’organizzazione niente male per dei ragazzi molto giovani…
Ed è importante il ruolo nella società che i più giovani hanno secondo il nostro ospite. “I giovani devono prendersi la responsabilità di costruire un futuro migliore. La nostra regione e la nostra provincia hanno bisogno di ragazzi che prendano la scelta forte di rimanere qui.” Questo a dispetto, secondo Filice, del preconcetto che vede – spesso a ragione – un ragazzo o una ragazza che nascono nella nostra provincia partire diversi passi indietro rispetto a chi nasce in altre regioni, magari del Nord.
Il logo e il nome dell’associazione rivelano molto delle intenzioni dei suoi soci. Come spiega Filice, “il castoro in natura è l’ingegnere per eccellenza: è un animale capace di modificare positivamente il proprio habitat anche per chi sta intorno a lui e del suo lavoro ne beneficiano tutti.” Il parallelo con le intenzioni dei ragazzi di Social Builders è quindi immediato. Per quanto riguarda il caschetto “è la nostra volontà di non avere paura di sporcarsi le mani a scendere in campo davanti.”
UN AIUTO CONCRETO DURANTE L’ONDATA DI MALTEMPO
Tra le iniziative messe in campo negli scorsi mesi, la raccolta di alimenti e indumenti usati svoltasi lo scorso autunno in due luoghi simbolo dell’hinterland: Corso Mazzini a Cosenza e l’Università ad Arcavacata. Perché la scelta di due luoghi apparentemente così distanti tra loro. Uno di socialità e l’altro frequentato prevalentemente da giovani che, in quel periodo dell’anno, si trovano spesso a fare il cambio armadio.
Un’iniziativa che aveva lo scopo di aiutare chi ne avesse bisogno e ridurre gli sprechi e che ha avuto un forte consenso. Tanto che, come racconta un divertito Claudio, “per gli abiti è stata un’arma a doppio taglio perché avevamo riempito sette macchine e abbiamo dovuto fare esercizio fisico.” Cosenza, quindi, si conferma ancora una volta particolarmente sensibile a queste tematiche.
I ragazzi di Social Builders hanno fatto parlare di sé anche durante l’ondata di maltempo che ha colpito Cosenza e provincia nel mese di febbraio. Un evento che li ha colpiti a tal punto da scendere letteralmente in strada per dare un aiuto concreto. In tempi molto rapidi, ottenute le necessarie autorizzazioni comunali, i “costruttori sociali” si sono armati di pale e stivali e hanno ripulito dal fango alcune zone della città tra quelle particolarmente colpite. Un gesto che ha catturato l’attenzione dei passanti e dei residenti, che hanno accolto calorosamente i ragazzi.
Il tema del fare qualcosa è ricorrente nelle parole di Claudio e degli altri ragazzi: darsi da fare e non arrendersi alla logica della partenza dalla Calabria, ma restare e aiutare in modo concreto lo sviluppo di questa terra. “Oltre alla beneficienza, cerchiamo di costruire un futuro per noi stessi e per i ragazzi nostri concittadini perché la retorica del voglio rimanere qui, voglio rimanere a Cosenza, funziona nel momento in cui c’è la possibilità di fare qualcosa perché io sul divano sto male, non ci riesco a stare” ammette Claudio.
“Cerco di costruire qualcosa per dare la possibilità a qualcuno di potersi impegnare e cimentarsi in quello che potrebbe essere il suo lavoro futuro, o semplicemente dare qualcosa alla città.” Un proposito nobile e impegnativo, ma allo stesso tempo entusiasmante, per chi fa dell’entusiasmo giovanile la propria spinta propulsiva.
UN AMORE VISCERALE PER COSENZA
Altrettanto importanti sono le attività ludico-sportive organizzate dai Social Builders. Come tornei di padel, ai quali hanno partecipato ragazzi di tutta le regione. Perché la socialità, come dice il nome stesso dell’associazione, è un punto focale, soprattutto per avvicinare ragazzi qui in città per l’Università e che magari hanno ancora pochi contatti.
Dalle parole di Claudio traspare un amore viscerale per la sua città, che lui e gli altri ragazzi cercano di restituire in qualche modo. Ma le loro attività non si fermano alla città bruzia, estendendosi alle altre province calabresi. “Per ora rimaniamo in Calabria perché la maggior parte dei nostri progetti è su scala regionale.”
Tra questi progetti futuri, cita la partecipazione al Tavolo tematico dei Giovani a Catanzaro, oltre all’appoggio alla candidatura di Cosenza come Città dei Giovani 2026, i cui risultati sono attesi a breve, e la valorizzazione del turismo delle radici. Questo perché “parlando con molti universitari mi sono reso conto che di media viene due volte a Cosenza: a Corso Mazzini prima della Laurea per comprarsi il vestito e nelle vacanze di Natale e, quindi, non conoscono la città.” Pecca che, però, riguarda anche a molti cosentini, che non conoscono a pieno i propri luoghi e la loro storia.
Claudio conclude rivolgendo un invito a chi volesse unirsi all’associazione e dare una mano, partendo da un caffè, per parlare delle proprie idee. E, chissà, unirsi a questo gruppo di giovani volenterosi che, ne siamo certi, farà ancora parlare di sé. Alla città non resta che assistere alle loro iniziative, senza far mancare loro il giusto supporto.
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