Ci sono lavori che non prendono forma a tavolino, ma crescono lentamente, attraversando le aule universitarie, alimentandosi di confronto, domande e inquietudini. È da questo percorso che nasce Affetti in saldo. Educazione, social media e crisi dei legami emotivi, presentato oggi, 9 aprile, presso l’Università della Calabria.
Il volume affonda le sue radici nei corsi di Pedagogia sociale del Corso di laurea in Scienze dell’Educazione e del Corso magistrale in Scienze pedagogiche, trasformandosi in un’esperienza che va oltre il semplice progetto editoriale. Si tratta, infatti, di un lavoro umano prima ancora che accademico, costruito attraverso l’ascolto, lo studio e la volontà di interpretare criticamente il presente.
A rendere ancora più significativo il libro è la sua natura collettiva: Affetti in saldo è stato scritto interamente da studentesse, protagoniste di una riflessione che unisce pensiero pedagogico e scrittura narrativa. Le autrici — Federica Salineto, Chiara Chiaravalloti, Gaia Tocci, Miriam Aurora Cetera, Serena Spezzano, Loredana Mazzaferro, Annamaria Carola Fusaro ed Erica Spadafora — danno voce a uno sguardo giovane ma lucido, capace di entrare nelle contraddizioni del nostro tempo.
L’introduzione è firmata da Lucio Presta, presenza che rafforza il dialogo tra dimensione educativa e immaginario contemporaneo. Il libro si colloca infatti in uno spazio cruciale: quello in cui si intrecciano relazioni, linguaggi, fragilità e desideri, oggi profondamente influenzati dall’ecosistema digitale.
Al centro dell’opera emerge una convinzione forte: viviamo in un’epoca in cui anche i legami affettivi rischiano di essere ridotti a esperienze rapide, consumabili e sostituibili. La velocità dei social media e la logica del consumo sembrano aver intaccato la profondità delle relazioni, rendendole più fragili e superficiali.
In questo contesto, il libro si propone come un atto di resistenza culturale. Non si limita a descrivere il disagio, ma prova a restituire valore a parole spesso dimenticate: cura, attesa, responsabilità, profondità. Affetti in saldo diventa così una riflessione corale che racconta il presente senza rassegnarsi ad esso, aprendo alla possibilità di uno sguardo diverso sulle relazioni.
Ma il significato dell’opera va oltre il contenuto. Questo progetto rappresenta anche un esempio concreto di ciò che l’università dovrebbe essere: non soltanto un luogo di trasmissione del sapere, ma uno spazio vivo in cui il pensiero prende forma, la scrittura diventa strumento di interpretazione del mondo e gli studenti si trasformano in protagonisti attivi della produzione culturale.
In queste pagine, infatti, non c’è solo un libro. C’è una generazione che sceglie di fermarsi a riflettere, di sentire, di non ridurre tutto alla superficie. Un gesto educativo e civile che dimostra come, anche nel tempo della velocità, sia ancora possibile dare profondità ai legami e dignità al pensiero.
Umberto Colacino – Erika Liparoti
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