Un’intera comunità si è fermata per dare l’ultimo saluto a Francesco Leonardi, il ragazzo di 14 anni che ha perso la vita a Lattarico nell’incidente in bici lo scorso Ferragosto. Ieri, in una chiesa gremita, oltre duemila persone hanno partecipato ai funerali, accompagnando la famiglia in un dolore che ha toccato tutti.
La sera precedente, il paese aveva già scelto di raccogliersi in una fiaccolata silenziosa. Centinaia di candele accese hanno illuminato le strade in memoria di un ragazzo che, in soli quattordici anni, ha lasciato un segno profondo.

Francesco, per la famiglia “Ciccio”, portava il calcio nel cuore. Cresciuto con la passione bianconera trasmessa dal suo papà, sognava un giorno di diventare più grande di Cristiano Ronaldo. Viveva sul campo, allenandosi con il Rende, ma sapeva anche dare il massimo a scuola. A giugno aveva concluso le scuole medie con un esame brillante, motivo di orgoglio per la sua famiglia.
Amava il mare, in cui si tuffava con naturalezza fin da bambino. E poi c’era la sua bellezza delicata. Capelli biondi, lineamenti fini “come disegnati”, due grandi occhi marroni e la pelle chiara. Per la sua mamma Tiziana e il suo papà Vittorio era tutto, così come per i nonni, che lo consideravano un dono e una ragione di vita.
I momenti di festa spesso li trascorreva nella fattoria dello zio, tra gli animali, circondato dall’affetto dei cugini e dei parenti. Francesco era unico, lo era davvero.

Il giorno dell’addio, la chiesa della piccola comunità di Lattarico si è riempita di silenzio e di commozione. Per onorarlo erano presenti gli storici ex giocatori del Cosenza calcio, Francesco De Rose, Francesco Marino e Ugo Napolitano, così come i suoi compagni del Rende, che per tutta la cerimonia sono rimasti insieme, composti, seduti nella navata. La bara di Francesco era coperta di maglie, sciarpe, palloni e persino della fascia da capitano, simboli della sua grande passione. I compagni di squadra hanno firmato la maglia che avrebbe dovuto indossare per l’inizio della nuova stagione.
Al termine della funzione, palloncini e 14 colombe bianche si sono alzati in volo, mentre il feretro veniva accompagnato a spalla in corteo, tra lacrime e applausi.
Francesco se n’è andato troppo presto, portando via con sé sogni e sorrisi. Ma l’amore che ha seminato resta, intatto, nel cuore della sua famiglia e del suo paese, che lo ricorderanno per sempre come il loro piccolo grande campione.
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