Lamante-Non dico addio

Non dico addio di Lamante è il “Disco della Settimana” di Deviazioni Sonore, la trasmissione di approfondimento musicale in onda ogni mercoledì alle 21:45 su Esperia TV, condotta da Andrea Orlando, Pierpaolo Mazzulla e Antonio Bastanza. Un album atteso, spigoloso e potente, che conferma il talento unico di una delle artiste più interessanti del panorama indipendente italiano.

Dalla “Lama” alla Chiesa: un’evoluzione viscerale

Già dal nome d’arte si intuisce l’anima del progetto: Lamante (scritto tutto attaccato, senza apostrofo) evoca qualcosa di affilato, una lama capace di tagliare i filtri del pop convenzionale.

Il disco arriva a due anni esatti dall’esordio fulminante di In memoria di, eletto miglior album del 2024 dalla prestigiosa rivista Rockit. Se quel debutto aveva stupito tutti, questo secondo capitolo non fa sconti a nessuno. Il fulcro narrativo ed emotivo dell’opera è la metamorfosi di un lutto: una profonda sofferenza interiore che la giovanissima cantautrice vicentina, Giorgia Pietribiasi, riesce a trasmutare in pura arte e ispirazione.

Per dare forma a queste atmosfere intime, raccolte e a tratti oscure, l’artista ha compiuto una scelta radicale e complessa: registrare l’intero lavoro all’interno di una chiesa reale (la Chiesa di San Francesco a Schio). Una decisione fortemente supportata dal noto produttore Taketo Gohara – già braccio destro di Vinicio Capossela, Brunori Sas e molti altri grandi della musica italiana. Questa eccezionale cornice architettonica ha permesso di valorizzare un’acustica naturale e sacrale, mettendo al centro del sound strumenti ormai rari nella produzione contemporanea: organo, armonium e archi.

Un timbro selvaggio e una poesia complessa

Lontana anni luce dalle produzioni plasticose, iperprodotte e patinate che dominano le classifiche odierne, la musica di Lamante colpisce per la sua autentica spigolosità. Il suo timbro vocale è una provocazione per i puristi del pop: una voce scura, graffiante, selvaggia e contadina, priva di compostezza geometrica, capace di impennate e acuti che ricordano il graffio rock di Courtney Love nelle Hole, ma con una sensibilità letteraria che evoca, in una declinazione marcatamente al femminile, il primo Cristiano Godano dei Marlene Kuntz.

Dal punto di vista dei testi, la ricerca della parola è minuziosa e mai scontata. Ne è un esempio perfetto il singolo d’anteprima, accompagnato da un potente videoclip: Una magia più forte della morte. Il brano sviscera il rapporto profondo, viscerale e complesso tra una madre e una figlia, dove l’amore diventa l’unico elemento capace di sconfiggere l’assenza e la fine biologica.

Lamante, d’altronde, non è solo una cantautrice: è un’artista visiva eclettica a 360 gradi. Le sue canzoni nascono spesso da una forte componente onirica; l’artista riempie quotidianamente quaderni di bozzetti, trascrivendo e disegnando minuziosamente i propri sogni notturni per poi modellarli in musica e immagini.

In conclusione, Non dico addio è un progetto che ha pienamente “ragion d’essere”. Un disco coraggioso, perfetto per il pubblico di Deviazioni Sonore che ama il rischio artistico e le canzoni scritte per necessità interiore. In un’epoca di canzoni fotocopia, la proposta di Lamante brilla per la sua totale e bellissima anarchia emotiva.

La Tracklist dell’album

Il disco si compone di tracce che oscillano tra folk minimale, impennate rock e aperture orchestrali sacre:

  1. Un elenco di 11 cose
  2. Governatevi
  3. Una Magia più forte della Morte
  4. Rimani con me
  5. Non Dico Addio
  6. Un canto nuovo
  7. La stanza del Figlio
  8. Dopo di Te
  9. Il Mondo è quello che deve ancora venire
  10. Ritorneremo a guardare il Cielo

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