Quello che sta succedendo in casa Cosenza calcio ha davvero dell’assurdo. Non solo nessuno ha messo la faccia per chiedere scusa dopo la sciagurata retrocessione in Serie C, ma si continua a provocare e mettere a dura prova la pazienza dei tifosi.
Delle presunte trattative “progredite” che si dovevano chiudere “a brevissimo” per la cessione societaria nessuna traccia. Guarascio non ha tenuto fede alle promesse fatte e continua, da un punto di vista organizzativo, a fare sempre gli stessi errori, visti e rivisti nel passato. I latini dicevano: “Errare humanum est, perseverare autem diabolicum“. Che letteralmente significa “sbagliare è umano, ma perseverare nell’errore è diabolico“. Normale commettere errori, ma insistere ostinatamente è indice di mancanza di saggezza.
COSENZA ANCORA ALLA RICERCA
Come al solito il Cosenza è in clamoroso ritardo per programmare la prossima stagione calcistica. A 4 giorni dal ritrovo in città del gruppo squadra, Guarascio non ha ancora incredibilmente sciolto i nodi su chi saranno i prossimi direttore sportivo e allenatore dei lupi. Una situazione paradossale, per non dire imbarazzante.
Tanti i nomi sondati in questi giorni nei famosi casting presidenziali. Roma, Matteassi, Giammarioli, Delli Carri, Capozucca, Lupo, Di Bari: tutti in attesa di una risposta che ancora tarda ad arrivare. A questo punto la domanda non è chi sarà il prossimo diesse del Cosenza, che poco importa sinceramente, ma qual è il progetto tecnico della prossima stagione? Quali sono le prospettive? Chi prenderà in mano questa patata bollente, viste le premesse, dovrà mettere in conto di essere l’ennesimo agnello sacrificale. Il parafulmine di colpe e gravi lacune che da anni hanno un unico e solo responsabile. Il gioco vale davvero la candela?
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