Eccellenza DB Rossoblù Luzzi, Magarò Qui ho trovato un gruppo vero

Il 24 ottobre ha segnato un punto di svolta per la DB Rossoblù Luzzi, formazione che milita nel campionato di Eccellenza. Dopo un avvio di campionato complicato e una sconfitta pesante contro la capolista Praiatortora, la società ha deciso di interrompere il rapporto con Rosario Salerno e aprire una nuova fase tecnica, affidando la panchina a Mario Magarò.

Classe 1994, ex calciatore del Cosenza e ex allenatore della Morrone, è da anni considerato uno dei tecnici emergenti più interessanti del panorama calabrese. Magarò è arrivato a Luzzi in punta di piedi e con un bagaglio di idee chiare, intensità e ambizione. La sua mano si è vista subito: ritmo alto, organizzazione, solidità più marcata e uno spirito ritrovato. La squadra, con lui al timone, ha raccolto 3 vittorie, 1 pareggio e 1 sola sconfitta, risalendo in classifica e riavvicinandosi alla zona playoff.

Magarò rappresenta il prototipo dell’allenatore moderno: attenzione al dettaglio, cura dell’aspetto mentale, lavoro sulla comunicazione e un’identità di gioco basata su intensità e coraggio. Ma soprattutto, ha trovato un gruppo pronto a seguirlo, fatto – come lui stesso sottolinea – «di uomini prima che di calciatori».

L’INTERVISTA A MAGARO’

Come ha vissuto l’arrivo alla DB Rossoblù Luzzi dopo un momento delicato per la società?

“Bene, sono sereno e molto carico. Per me è sicuramente un’opportunità importante ma anche una bella responsabilità. Ringrazio il presidente Gencarelli e il direttore Provenzano per la fiducia”.

Da quando è subentrato, sono arrivati 3 successi, un pareggio e una sola sconfitta. Qual è stato il vero punto di svolta?

“Fin dall’inizio ho cercato di lavorare sulla testa dei ragazzi. Mancava qualche risultato positivo per rimettere un po’ le cose a posto. Devo dire che ho trovato un gruppo sano, fatto di uomini prima che di ottimi calciatori, e questo ha sicuramente facilitato le cose”.

La DB Luzzi appare più solida, compatta e ordinata. Su cosa avete lavorato in particolare?

“Mi piace molto alzare ritmo e intensità durante le sedute. Voglio un calcio propositivo e chiedo sempre coraggio ai miei calciatori”.

La classifica dice nono posto, con la zona playoff distante appena tre punti. È un obiettivo da inseguire?

“Il campionato di Eccellenza è molto difficile. Dobbiamo pensare partita per partita, alla fine tireremo le somme”.

Quanto incide l’aspetto umano nel suo modo di allenare?

“Credo sia fondamentale. E credo che la bravura di un allenatore sia quella di differenziare il tipo di comunicazione in base al calciatore che si ha davanti”.

A soli 31 anni è già tra i tecnici più giovani e considerati dell’Eccellenza. La responsabilità si fa sentire?

“Credo che sia bello avere delle responsabilità. Mi godo ogni singolo giorno e cerco sempre di pormi nuovi obiettivi”.

UMBERTO COLACINO – ERIKA LIPAROTI

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