La Sportiva Rende femminile sta vivendo un momento complicato, dentro e fuori dal campo. Dopo la storica vittoria del campionato di Eccellenza calabrese nella passata stagione e l’entusiasmo della promozione in Serie C, l’avventura delle biancorosse sta assumendo contorni sempre più preoccupanti. Se i risultati sportivi non stanno arrivando, a pesare in modo decisivo è la situazione economica e gestionale che riguarda la società madre, il Rende Calcio.
Crisi preoccupante
La formazione maschile, che si è ritrovata ad affrontare il campionato di Promozione dopo diciassette anni, aveva iniziato discretamente il torneo (attualmente si trova fuori dalla zona playout a 9 punti), ma il campo è passato rapidamente in secondo piano. Il club biancorosso, pare stia attraversando un periodo di pesante difficoltà dal punto di vista economico.
Per tale motivo numerosi giocatori hanno risolto il contratto lasciando la società, seguiti dall’intero staff tecnico guidato da Alfonso Caruso. Una vera e propria emergenza che ha reso la posizione sportiva e societaria del Rende estremamente fragile. Pare che anche il primo cittadino, Sandro Principe, sia intervenuto personalmente per cercare nuovi investitori locali e trovare soluzioni economiche per scongiurare un rischio “default” che avrebbe ripercussioni pesantissime sulla storia del club.
La femminile paga le conseguenze

Se la situazione del settore maschile è critica, quella della squadra femminile non è certamente diversa. Le giocatrici non percepiscono compensi da tempo (si parla addirittura di insoluti che fanno riferimento al campionato precedente) e, soprattutto, non ricevono risposte chiare dalla società. Tante promesse (rimandate) e nessun fatto concreto. La Serie C, obiettivo sportivo conquistato con sacrificio e passione, rischia ora di trasformarsi in un incubo a causa di problemi che nulla hanno a che vedere con il rettangolo verde.
“Proviamo amarezza, delusione e stanchezza”, esternano le ragazze. “Perché a promesse che ancora attendono una risoluzione, coesistono anche problematiche organizzative come la mancanza di un campo d’allenamento permanente, assenza di figure chiave come un preparatore dei portieri o un fisioterapista/massaggiatore. Dal canto nostro, nonostante tutto abbiamo continuato ad allenarci, a giocare, a rappresentare questa maglia con dignità e rispetto.
Abbiamo dato tutto sul campo, mettendo spesso da parte la nostra vita privata, gli studi e le famiglie. E in cambio? Nessun riconoscimento, nessuna tutela, nessuna retribuzione per il nostro lavoro. Questa, dal nostro punto di vista, non è solo una mancanza nei nostri confronti come atlete, ma è un segnale pesante per tutto il movimento del calcio femminile. Abbiamo provato a chiedere spiegazioni, abbiamo atteso, cercato di essere comprensive e di avere un confronto diretto con la società senza ottenere, però, risposte. Ma la pazienza ha un limite. Non vogliamo più restare in silenzio.”
Il rischio è che la crisi economica del Rende Calcio travolga anche un progetto femminile in forte crescita. Le ragazze della Sportiva, unite e supportate dal proprio staff tecnico, stanno cercando di onorare al meglio un campionato difficile e dall’alto tasso tecnico. Attualmente, però, la classifica appare chiara: ultime a 0 punti dopo sei giornate.
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