Francesco Veltri autore di Basta. Storia di un allenatore minore
Francesco Veltri al Festival della Lettura "Reading" dialoga (foto Il Dot)

Una ricca tre giorni di appuntamenti sta animando il fine settimana di Cosenza. La suggestiva cornice del Museo dei Brettii e degli Enotri ospita “Reading, Festival della Lettura”, una manifestazione con al centro i libri e la lettura, intrecciati anche con altre forme d’arte. È questo il caso della presentazione di Basta. Storia di un allenatore minore, l’ultimo libro del giornalista cosentino Francesco Veltri, edito da Ultra Novel.

Dopo il dialogo tra l’autore e la moderatrice Stefania Martucci, il partecipe pubblico si è lasciato rapire da un coinvolgente reading, nel quale l’attore Francesco Aiello ha dato voce ad alcune pagine del libro e ai pensieri di Felice Basta, il tormentato protagonista del romanzo. Ad accompagnarlo, i suggestivi effetti sonori a cura di Dario Della Rossa, storico tastierista di Brunori SAS.

VICENDE ROMANZATE MA REALMENTE ACCADUTE

Come precisa l’autore, le vicende del libro, pur romanzate e con nomi e luoghi di fantasia, traggono spunto da fatti realmente accaduti, visti da lui in prima persona o emersi tramite le cronache giornalistiche. Veltri, del resto, non solo ha una lunga esperienza come giornalista sportivo, ma ha anche trascorsi da calciatore, prima nei settori giovanili delle squadre calabresi e poi in categorie come Eccellenza e Promozione. E da queste esperienze nasce la figura dell’allenatore Felice Basta, con tutte le sue peripezie.

Felice Basta è, usando le parole di Veltri, “un personaggio ruvido, burbero, malinconico, sopra le righe, narcisista. Ha tantissimi difetti, ma è anche dotato di una grande umanità. A un certo punto della sua vita si trova tra il sogno di fare il salto di qualità e il brusco ritorno alla sua realtà quando, dopo tanta gavetta nelle categorie minori, sfiora l’approdo sulla panchina di un’ambiziosa squadra di Serie B del Nord.

Il sogno infranto e il conseguente ritorno nelle categorie minori coincidono con l’incontro con un boss della Ndrangheta che controlla la squadra allenata da Basta. Da qui parte una serie di vicissitudini che segnano – in negativo – il carattere e la personalità dell’allenatore, in particolare un forte senso di frustrazione che lo farà sprofondare nel vortice distruttivo della depressione.

UNA STORIA CHE POTREBBE PRESTO SBARCARE AL CINEMA

Francesco Aiello e Dario Della Rossa al reading di "Basta. Storia di un allenatore minore."
Dario Della Rossa e Francesco Aiello danno sonoro e voce alle vicende di Basta (foto Il Dot)

Sulla scia di giornalisti storici come Brera, Mura, Soldati, che hanno scritto pagine indimenticabili di letteratura sportiva, Veltri, attraverso lo sport, si propone di raccontare la società. Tramite Basta, vuole raccontare la Calabria che ha visto e continua a vedere. Una Calabria con tantissimo potenziale, bellissima, ma anche decadente, malinconica, con tante contraddizioni.” afferma l’autore. Il suo obiettivo è raccontare non solo la rassegnazione ma anche le speranze di chi vive in questa terra.

Storie ed emozioni che potrebbero presto sbarcare anche sul grande schermo. In conclusione del reading, infatti, l’autore annuncia in anteprima l’acquisto da parte di una casa cinematografica dei diritti di “Basta. Storia di un allenatore minore.” Un’ulteriore soddisfazione per lo scrittore e giornalista cosentino, che potrebbe vedere in futuro la trasformazione delle sue parole in immagini.

“CON LA LETTERATURA SPORTIVA SI RACCONTANO SPACCATI DI SOCIETÀ”

A conclusione del reading, abbiamo chiesto a Francesco Veltri perché ha utilizzato il calcio per parlare di diverse problematiche che riguardano la nostra regione. È la forma scrittura che preferisco, anche perché in passato ho letto tantissimo libri di letteratura sportiva. E nella letteratura sportiva – si pensi a Soriano, Galeano, Soldati, Gianni Mura – si è sempre raccontato spaccati di società, italiana e di provincia. – è il pensiero di Veltri. Ho sempre pensato che la Calabria fosse una sorta di piccolo Sudamerica, dove tante storie, anche nel calcio, potessero essere raccontate in una certa maniera, non soltanto dal punto di vista sportivo e calcistico.”

Il tema della salute mentale è molto presente nel romanzo. “Ho voluto semplicemente associare il personaggio al contesto in cui vive, quello calabrese. Felice Basta è un incompiuto, è un allenatore alla continua ricerca di un riscatto, una sensazione che hanno tante persone che vivono in Calabria. Ha questa voglia di emergere a tutti i costi, che si abbia un talento o meno poco conta, e un senso di inadeguatezza.”

UN UOMO ALLA DISPERATA RICERCA DI RISCATTO E VISIBILITÀ

Veltri tratteggia ulteriormente la personalità di Basta. “È come un bambino nel corpo di un adulto, che vorrebbe a tutti i costi trovare un riscatto, un riconoscimento, anche una fuga dalla sua terra, che però lo renda visibile soprattutto nella sua terra. Lui pensa che la sua terra non dia abbastanza visibilità e luce alle persone che meritano. Vive anche un dramma sportivo: un suo fallimento lo riporterà ad allenare nelle categorie minori e lì subentrerà una depressione molto forte che gli farà perdere di vista le cose reali della vita.”

Come molti suoi corregionali, Basta vorrebbe fuggire ma non ci riesce. Non riesce a fuggire perché è totalmente coinvolto nella società che vive e non riesce a liberarsene. Lui vorrebbe scappare per essere riconosciuto in questa terra che non lo riconosce.” – puntualizza Veltri – Nella sua terra è invisibile. Non è una fuga per un cambio di vita totale: lui vorrebbe semplicemente essere visto nella sua terra.”

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