Nel campionato di Promozione va in scena la sfida tra Rende e Sersale, due squadre con obiettivi e momenti di forma diametralmente opposti. I padroni di casa arrivano all’appuntamento senza vittorie dal 4 ottobre, invischiati in una classifica complicata con appena 9 punti, a +6 sull’ultima ma già a -10 dalla zona salvezza. Il Sersale, invece, si presenta in grande salute: imbattuto da cinque giornate, con tre vittorie e due pareggi, e l’ultima sconfitta datata 2 novembre contro il Bisignano. I giallorossi sono a 31 punti, a sole tre lunghezze dalla capolista Morrone.
Parte forte questo “nuovo” Rende targato Germano, con un atteggiamento più aggressivo e ordinato, ma la voglia di tornare a vincere non basta contro un Sersale solido e cinico, che non lascia nulla al caso. La gara è maschia ed equilibrata fin dai primi minuti, con azioni da una parte e dall’altra. Dal 12’ in poi, però, esce la qualità degli ospiti: Gaspar ha una prima occasione ma la sua conclusione termina a lato, poi spreca clamorosamente la palla dello 0-1.
Il Sersale continua a spingere: Deodati colpisce una traversa su una bella conclusione, mentre Kovriaha ci prova ancora trovando la pronta risposta del portiere Senatore. Il primo tempo si chiude sullo 0-0, con il Sersale decisamente padrone del gioco.
Nella ripresa la supremazia ospite si concretizza subito. È Tutino a sbloccare il risultato, bravo a liberarsi in area di rigore e a firmare lo 0-1. Il Rende accusa il colpo e poco dopo arriva anche il raddoppio: splendida azione sviluppata sull’out di sinistra e Comito è puntuale nel finalizzare per lo 0-2. I padroni di casa provano a reagire, mostrando orgoglio e carattere: l’occasione capita a Mancina, ma non basta per riaprire il match.
Il Sersale gestisce con maturità, fa girare il pallone e controlla senza affanni fino al triplice fischio. Finisce 0-2. Gli ospiti portano a casa tre punti pesantissimi che li proiettano a quota 34, confermandosi tra le grandi protagoniste del campionato. Il Rende resta fermo a 9 punti, ma qualche segnale incoraggiante si intravede. La mano di Germano si nota già: grinta, organizzazione e attaccamento alla maglia non sono mancati. Per risalire, però, servirà ancora qualcosa in più.





























