La piccola Mary Flan prende a pugni il suo angelo custode. Non ne sopporta l’invadenza. È una bambina originale, sarcastica. Il padre è orgoglioso: quale altra ragazzina avrebbe parlato in questi termini?
Quella bambina diventerà Flannery O’Connor. Morirà a trentanove anni, consumata dal lupus. Lascerà due romanzi e una manciata di racconti straordinari. La sua vita, Romana Petri l’ha voluta raccontare in “La ragazza di Savannah” (Mondadori), romanzo che è entrato nella Decina 2026 del Premio Sila. E che mercoledì 26 aprile, alle 18, la stessa autrice presenta alla libreria Mondadori di Cosenza, in dialogo con la professoressa Alba Battista.
Storia di un inseguimento
Tallonare. Seguire. Studiare le parole. Ricostruire i gesti. Romana Petri ha fatto questo con Flannery O’Connor. Ha letto tutto quello che aveva scritto. Ha cercato le sue tracce. E poi ha scritto un romanzo. Mary Flan combatte il lupus a colpi di parole incandescenti. Vive nella fattoria materna in Georgia, circondata dai suoi pavoni. Ha Cristo come sublime interlocutore. Scrive di peccatori e balordi con un’ironia che lascia stupefatti. E muore consumata dalla stessa malattia che aveva stroncato l’amatissimo padre.
«Romana Petri ha inventato tutto, pur restando fedele a ogni cosa – hanno scritto del romanzo –. Dopo anni di ricerche, con una grande prova d’autrice ha dato vita a una biografia in cui a essere protagonista non è solo una ragazza del profondo Sud messa a dura prova dalla vita, ma soprattutto il coraggio di chi non si sottrae al proprio talento, di chi va incontro al destino con cieca caparbietà e impareggiabile forza».
Un romanzo che è anche critica letteraria
Il libro si inserisce in una linea già sperimentata da Romana Petri con “Rubare la notte” su Antoine de Saint-Exupéry, finalista al Premio Strega 2023, e “Figlio del lupo” su Jack London. Romanzi biografici che dosano sapientemente dati storici e invenzione narrativa, che sanno essere al tempo stesso racconto e critica letteraria. Nel 2023 Romana Petri ha curato la prefazione alla raccolta di racconti di Flannery O’Connor “Il geranio e altre storie”.
E ha scritto: «Amore e rabbia hanno dominato la sua vita. L’amore le ha fatto accettare la grazia, a qualunque prezzo. La rabbia l’ha tenuta in piedi fino all’ultimo. E lei non aveva dubbi, per amare ci voleva anche tanta, tantissima rabbia». È questa commistione di sentimenti contrastanti ad attrarre Romana Petri. Una donna appesa alle sue stampelle con rabbia, che fino all’ultimo giorno, sul letto di morte, pestava ossessivamente sui tasti della sua macchina da scrivere per rivedere in modo maniacale la pagina che non le sembrava mai del tutto finita.
LA SCHEDA DEL LIBRO
Romana Petri – La ragazza di Savannah – Mondadori
Una ragazza americana di solidi principi, innamorata del padre, occhi blu scuro e lampi di tanto pensiero che li attraversano. Una ragazza che, quando esce di casa, si incanta davanti alle galline. Una ragazza che ha e non smette mai di avere Cristo come sublime interlocutore, e non è semplice il suo Dio. Quando arriva alla scrittura la riconosce dono divino. Quella ragazza è Flannery O’Connor, una delle più grandi autrici del Novecento. Entra nell’immaginazione di Romana Petri con i suoi umili e i suoi balordi, i suoi peccatori, la sua solitudine, lo splendore dei suoi pavoni e l’amore mai avuto.
Pietosa sino all’empietà, intrisa d’una ironia che lascia stupefatti gli interlocutori, Mary Flan ritrova il padre nella stessa malattia, il Lupus, ma la combatte a colpi di incandescenti parole e senza mai lamentarsi. Si allontana dalla sua Georgia quando la chiamata della letteratura diventa forte come una investitura, una missione, ma questo sogno di libertà sarà infranto dalla malattia e dovrà tornare al ranch materno, da quella Regina che non capiva il suo genio ma l’ha assistita fino alla fine. Aveva un destino da signorina ben educata del Sud, e invece la ragazza di Savannah è diventata una scrittrice impavida (che a malapena si reggeva in piedi con le stampelle), ossessionata dalla frase perfetta e dal cibo come compensazione a una vita sentimentale negata, perché nessun uomo era disposto ad amare una storpia pur così vicina al Cielo. Romana Petri la tallona, la spia, ce la rovescia intera davanti e noi la assumiamo come un farmaco che ci salva, che ci impedisce nonostante tutto di avere paura.
LA BIOGRAFIA DELL’AUTRICE
Romana Petri Vive a Roma ed è una delle voci più autorevoli della narrativa italiana contemporanea. Scrittrice, traduttrice e critica letteraria, collabora con Io Donna e con il Corriere della Sera. Tra i suoi libri più noti “Le serenate del Ciclone” (Premio Super Mondello e Mondello Giovani), “Figlio del lupo” (Premio Comisso e Premio speciale Anna Maria Ortese-Rapallo), “Mostruosa maternità”, “Rubare la notte” – finalista al Premio Strega 2023 – e “Tutto su di noi” (2024). I suoi romanzi sono tradotti in numerosi Paesi.






















