Ditonellapiaga – Che fastidio! – Tormentone elettronico cool. “I tronisti presentati come artisti (che fastidio!)” 7
Michele Bravi – Prima o poi – Ballad elegante ben interpretata e valorizzata dall’orchestra. 6,5
Sayf – Tu mi piaci tanto – Da risentire, il primo ascolto lascia interdetti. 5,5
Mara Sattei – Le cose che non sai di me – Ballatone sanremese tutt’altro che originale. 5
Dargen D’Amico – Ai ai – Dove si balla vol. 2: ritmo, divertimento e un testo che ironizza sulla società digitale. 5,5
Arisa – Magica favola – Una canzone ben cantata che suonerebbe vecchia anche nel Festival del 1950. Nilla Pizzi dove sei? 6
Luchè – Labirinto – Un rapper che si perde nelle parole che non colpiscono. 5,5
Tommaso Paradiso – I romantici – Una canzone di Tommaso Paradiso, niente di più, niente di meno. Basta questo e la dedica per la figlia ad elevarsi dalla mediocrità. 7
Elettra Lamborghini – Voilà – Pezzo ancorato sui soliti cliché tutt’altro che divertenti. Stancamente Elettra. 4
Patty Pravo – Opera – Pezzo di una classicità forse piena di polvere ma sempre ricca di classe. Troppo distante dalla realtà. 6
Samurai Jay – Ossessione – Siete pronti per il nuovo tormentone? Servito con cambio di tempo incluso. Non vincerà il Festival ma da domani sarà ovunque. 6,5
Raf – Ora e per sempre – Un pezzo ben costruito e arrangiato, che non sorprende nel gusto e nel testo. 6
J-Ax – Italia Starter Pack – Base musicale fra Samarcanda ed Il cielo d’Irlanda, condita da parole di una banalità disarmante. 4
Fulminacci – Stupida sfortuna – Pop di qualità ben cantato ed interpretato. Ritornello che entra in testa con classe e gusto. 7
Levante – Sei tu – Sceglie un’arrangiamento classico. Interpretazione perfetta con tanta classe e personalità. 7,5
Fedez e Masini – Male necessario – Tanta rabbia e rancore. La formula potrà anche essere vincente ma decisamente non indimenticabile. 6
Ermal Meta – Stella stellina – Arrangiamento davvero interessante. Il testo parla di Gaza ma non è all’altezza del resto. 6,5
Serena Brancale – Qui con me – Un brano che strappa applausi in sala per la grande interpretazione vocale. Classica come tutto il Festival 2026. Si candida alla vittoria finale. 7
Nayt – Prima che – Interpretazione credibile e misurata. Un brano che merita un secondo ascolto ma non delude. 6,5
Malika Ayane – Animali notturni – Atmosfere funky che spiazzano. Si attende un’esplosione che non arriva mai ma la classe non è acqua. Resta un po’ distante dal brano. 6+
Eddie Brock – Avvoltoi – Presenza giovane ed esordiente. Inizia timidissimo, poi trova forza e stecca nel ritornello che non decolla. 5
Sal Da Vinci – Per sempre sì – Fra “Rose rosse” e “Bruciasse la città” alla ricerca del tormentone new melodico da Castello del Boss delle Cerimonie. 5
Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare – L’interpretazione c’è ma il brano resta uguale ad altri e comunque pecca di originalità. 5,5
Tredici Pietro – Uomo che cade – Non solo rap nell’arrangiamento. Anche nella melodia esibizione non perfetta che lascia interdetti. 5,5
Chiello – Ti penso sempre – Prova ad essere Achille Lauro ma resta Chiello. Senza lasciare il segno. 5
Bambole di pezza – Resta con me – Brano intenso, potente nell’arrangiamento e nell’interpretazione. Si spera nell’effetto Maneskin al femminile ma qualcosina manca. 7
Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta – Un pop fresco, ironico ed intelligente. E quel ritornello che entra in testa “Baby, facciamo insieme una rapina, baby / Per riprenderci tutta la nostra vita“. Vintage e sorprendente 7,5
Leo Gassmann – Naturale – Più urlata che recitata. Sembra sul punto di sorprenderti ma rimane solo una impressione. 5,5
Francesco Renga – Il meglio di me – Non si allontana dalla comfort zone delle sue canzoni. Senza infamia e senza lode. 6
LDA & Aka7even – Poesie clandestine – Napoli sotterranea in salsa dance hall. Brano destinato a imperversare nelle radio. La balleremo questa estate sui lungomare estivi. Voto 6,5
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