Sanremo 2026 il pagellone della prima serata del Festival

DitonellapiagaChe fastidio! – Tormentone elettronico cool. “I tronisti presentati come artisti (che fastidio!)” 7

Michele BraviPrima o poi – Ballad elegante ben interpretata e valorizzata dall’orchestra. 6,5

SayfTu mi piaci tanto – Da risentire, il primo ascolto lascia interdetti. 5,5

Mara SatteiLe cose che non sai di me – Ballatone sanremese tutt’altro che originale. 5

Dargen D’AmicoAi ai – Dove si balla vol. 2: ritmo, divertimento e un testo che ironizza sulla società digitale. 5,5

ArisaMagica favolaUna canzone ben cantata che suonerebbe vecchia anche nel Festival del 1950. Nilla Pizzi dove sei? 6

Luchè – Labirinto – Un rapper che si perde nelle parole che non colpiscono. 5,5

Tommaso ParadisoI romantici Una canzone di Tommaso Paradiso, niente di più, niente di meno. Basta questo e la dedica per la figlia ad elevarsi dalla mediocrità. 7

Elettra Lamborghini Voilà Pezzo ancorato sui soliti cliché tutt’altro che divertenti. Stancamente Elettra. 4

Patty PravoOpera – Pezzo di una classicità forse piena di polvere ma sempre ricca di classe. Troppo distante dalla realtà. 6

Samurai JayOssessione – Siete pronti per il nuovo tormentone? Servito con cambio di tempo incluso. Non vincerà il Festival ma da domani sarà ovunque. 6,5

RafOra e per sempre – Un pezzo ben costruito e arrangiato, che non sorprende nel gusto e nel testo. 6

J-AxItalia Starter Pack – Base musicale fra Samarcanda ed Il cielo d’Irlanda, condita da parole di una banalità disarmante. 4

Fulminacci – Stupida sfortuna Pop di qualità ben cantato ed interpretato. Ritornello che entra in testa con classe e gusto. 7

LevanteSei tu Sceglie un’arrangiamento classico. Interpretazione perfetta con tanta classe e personalità. 7,5

Fedez e MasiniMale necessario – Tanta rabbia e rancore. La formula potrà anche essere vincente ma decisamente non indimenticabile. 6

Ermal MetaStella stellina Arrangiamento davvero interessante. Il testo parla di Gaza ma non è all’altezza del resto. 6,5

Serena Brancale Qui con me Un brano che strappa applausi in sala per la grande interpretazione vocale. Classica come tutto il Festival 2026. Si candida alla vittoria finale. 7

NaytPrima che – Interpretazione credibile e misurata. Un brano che merita un secondo ascolto ma non delude. 6,5

Malika AyaneAnimali notturni – Atmosfere funky che spiazzano. Si attende un’esplosione che non arriva mai ma la classe non è acqua. Resta un po’ distante dal brano. 6+

Eddie BrockAvvoltoi – Presenza giovane ed esordiente. Inizia timidissimo, poi trova forza e stecca nel ritornello che non decolla. 5

Sal Da VinciPer sempre sì – Fra “Rose rosse” e “Bruciasse la città” alla ricerca del tormentone new melodico da Castello del Boss delle Cerimonie. 5

Enrico NigiottiOgni volta che non so volare L’interpretazione c’è ma il brano resta uguale ad altri e comunque pecca di originalità. 5,5

Tredici PietroUomo che cade – Non solo rap nell’arrangiamento. Anche nella melodia esibizione non perfetta che lascia interdetti. 5,5

ChielloTi penso sempre – Prova ad essere Achille Lauro ma resta Chiello. Senza lasciare il segno. 5

Bambole di pezzaResta con me – Brano intenso, potente nell’arrangiamento e nell’interpretazione. Si spera nell’effetto Maneskin al femminile ma qualcosina manca. 7

Maria Antonietta & ColombreLa felicità e basta – Un pop fresco, ironico ed intelligente. E quel ritornello che entra in testa “Baby, facciamo insieme una rapina, baby / Per riprenderci tutta la nostra vita“. Vintage e sorprendente 7,5

Leo GassmannNaturale – Più urlata che recitata. Sembra sul punto di sorprenderti ma rimane solo una impressione. 5,5

Francesco RengaIl meglio di me – Non si allontana dalla comfort zone delle sue canzoni. Senza infamia e senza lode. 6

LDA & Aka7evenPoesie clandestine – Napoli sotterranea in salsa dance hall. Brano destinato a imperversare nelle radio. La balleremo questa estate sui lungomare estivi. Voto 6,5

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