
Il 17 maggio 2025 è un giorno che è entrato nella storia della pallanuoto cosentina. Con la vittoria in trasferta ad Ancona, la Smile Cosenza Pallanuoto non ha soltanto ottenuto la permanenza nel massimo campionato femminile. Sabato scorso, per la sorpresa di molti, gli appassionati di sport hanno scoperto che, con la salvezza, le pallanuotiste rossoblù hanno regalato alla loro società e alla città anche l’Europa.
Ma com’è nata la qualificazione europea per la Smile? Nella stagione ’25/’26 la European Acquatic ha introdotto una nuova coppa europea, denominata Conference Cup Women. L’Italia, tra le prime quattro nazioni del ranking continentale, sarà rappresentata dalle società classificate settima e ottava nell’ultimo campionato. Questo significa un biglietto europeo anche per la squadra di Cosenza, giunta settima alla fine della stagione regolare.
COSENZA E L’ESPERIENZA DELL’ANGLO-ITALIANO
La Smile Cosenza non sarà la prima rappresentante calabrese in tornei continentali. Restando a Cosenza, i più nostalgici ricorderanno le varie partecipazioni del Cosenza Calcio al Torneo Anglo-Italiano, manifestazione svolta – con vari formati – tra squadre inglesi e italiane di seconda o terza fascia dagli anni Settanta fino a metà anni Novanta. Il Cosenza debuttò nel 1983, quando il formato prevedeva la partecipazione di squadre semiprofessionistiche, due inglesi e due italiane, militanti in Serie C1. E la finale del San Vito fu proprio tra il Cosenza e l’altra italiana partecipante, il Padova. Per la cronaca, i gol di Longobucco e Petrella regalarono ai rossoblù il primo trofeo della storia da mettere in bacheca.
Il Cosenza partecipò altre due volte al torneo, nelle stagioni 1992-1993 e 1993-1994. Di questi tempi, i requisiti di partecipazione farebbero venire il magone un po’ a tutti i tifosi rossoblù. Infatti, dal 1992-1993, la manifestazione era riservata a 8 squadre inglesi e 8 italiane di Serie B. Per l’Italia erano ammesse le 4 squadre retrocesse dalla Serie A e la 5°, la 6°, la 7° e l’8° dell’ultimo campionato di Serie B. Farà male ricordarlo, ma il Cosenza in quelle annate arrivò rispettivamente quinto (sfiorando la Serie A) e settimo, partecipando di diritto al torneo anglo-italiano.
Altri tempi, che sembrano molto lontani. Per la cronaca, in entrambe le edizioni la squadra bruzia uscì durante la fase a gironi. Il Cosenza non fu l’unica partecipante calabrese alla manifestazione. Il Catanzaro partecipò all’edizione del 1972, quando a vincere fu la Roma. I catanzaresi uscirono alla fase a gironi, stesso destino della Reggina, nel 1978.
REGGIO CALABRIA ALLA CONQUISTA DELL’EUROPA
L’apice, però, lo si deve alla Medinex Reggio Calabria, squadra ai vertici della pallavolo femminile italiana a cavallo tra metà anni Novanta e i primi anni 2000. Alla squadra reggina si deve la più prestigiosa vittoria di un torneo da parte di una squadra regionale. Parliamo della storica conquista della Coppa CEV nella stagione 1999-2000, al termine delle Final Four disputate proprio a Reggio Calabria.
Sempre in Coppa CEV, non va dimenticato per le reggine il secondo posto ottenuto nell’edizione 1997-1998, dietro Reggio Emilia. Un altro secondo posto nel palmares della Medinex risale alla stagione 2000-2001, questa volta nella manifestazione più importante a livello continentale, la Champions League. A fermare le reggine a un passo dalla Coppa fu Modena.
Restando in riva allo Stretto e nello stesso decennio, è il basket maschile ad affacciarsi in Europa per 3 volte, grazie alla Viola Reggio Calabria. La società reggina, a quei tempi al suo massimo splendore, debuttò in Coppa Korac nella stagione 1990-1991, Coppa che disputò per l’ultima volta esattamente dieci anni dopo, nella stagione 2000-2001. La sua prima partecipazione la vide uscire al Primo Turno, la seconda – nella stagione 1993-1994 – terminò alla Fase a gironi, mentre l’ultima si concluse agli Ottavi di Finale.
UN PASSATO GLORIOSO DA RIPERCORRERE
Erano anni importanti per la Viola, questi, gli anni degli argentini: nella rosa 1999-2000 – settima in campionato e qualificata per la Korac – militava una leggenda internazionale quale Manu Ginobili, futuro vincitore – tra le altre cose – di quattro titoli NBA, un oro e un bronzo olimpico, e un argento mondiale. Nell’anno dell’ultima Korac, invece, in rosa c’era il suo connazionale Carlos Delfino, altra futura stella del basket mondiale e, come Ginobili, oro e bronzo olimpico.
La Calabria manca dall’Europa dal 2001, anno dell’ultima partecipazione proprio della Viola Reggio Calabria alla Coppa Korac. Dopo 24 anni, grazie alla Smile Cosenza Pallanuoto, i calabresi avranno una squadra da tifare in una competizione europea. L’auspicio è che le istituzioni sostengano il presidente Manna in questo prestigioso impegno, una vera e propria vetrina che dà lustro a una regione intera.
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