Claudio Tuoto, allenatore ed ex calciatore di lungo corso con presenze tra Promozione, Eccellenza e Serie D con le maglie di Acri, Castrovillari, Montalto, Sambiase, Rossanese, Paolana, Palmese e Trebisacce, è tornato a parlare dopo l’esonero dalla Gioiese, maturato nelle ultime settimane. Un passato importante anche in panchina: Montalto, Aprigliano, Crotonei, Melicucco, San Fili fino all’ultima esperienza in Eccellenza con il club viola.
Tuoto non nasconde amarezza e delusione per come si è conclusa la sua avventura: “Ho appreso l’esonero quando ormai era una formalità, perché dal punto di vista degli accordi era cambiato tutto. Dopo la partita con il Cittanova bastava puntellare la squadra con un paio di elementi di esperienza, visto che avevamo un gruppo molto giovane. Invece mi sono ritrovato senza sette giocatori: chi con la valigia in mano, chi messo fuori rosa. Eppure avevamo dimostrato di potercela giocare con tutti“.
Il tecnico ricorda come, nonostante le difficoltà, la squadra fosse viva: “Prima della partita in casa con la Virtus Rosarno, giocata per problemi in trasferta a Rosarno, stavamo facendo buone cose. Abbiamo affrontato le prime della classe senza demeritare. Poi è iniziata una fase di totale confusione tra dirigenti e giocatori“.
Tuoto sbotta: “Mai percepito uno stipendio“
Uno dei nodi centrali della vicenda è quello economico. Tuoto non usa giri di parole: “Ad oggi non ho percepito neanche uno stipendio. C’è un allenatore che ha un contratto e deve essere pagato anche dopo l’esonero io mi ritrovo ad oggi senza mai aver percepito niente con un contratto regolarmente firmato e va rispettato per tutti i mesi restanti“.
Il tecnico sottolinea poi un’anomalia che ha condizionato la stagione: “Dispiace non aver giocato neanche una partita in casa, mai davanti ai nostri tifosi. Sempre a campo neutro. Faccio un grande in bocca al lupo alla tifoseria viola: meritano palcoscenici importanti“. Tuoto lancia una domanda pubblica alla società: “Chiedo come mai a mio figlio Giuseppe Tuoto, tesserato con la Gioiese, dopo la gara con la Paolana non sia stato dato lo svincolo. Ha ricevuto richieste da altre squadre, ma non gli è stata concessa la possibilità di andare a giocare altrove. Anche lui non ha percepito neanche un euro“.
“Rammarico e passione: io sono un malato di calcio”
Nonostante il finale amaro, Tuoto guarda avanti con lucidità: “Questi 15-20 giorni di pausa mi hanno fatto bene, dopo due mesi di sacrifici. Se arriverà un progetto serio, con una società sana, valuterò. Ho sempre sacrificato la mia famiglia per questo sport: sono un malato di calcio, nel senso più bello del termine». Chiusura dedicata ai commenti circolati attorno alla sua figura: “Mi dispiace per alcune cose dette su di me. Chi mi conosce sa che persona sono. Avevo chiesto solo di puntellare la squadra con un paio di elementi esperti. La verità è semplice: il mio esonero non è stato per i risultati, ma per questioni economiche“.
UMBERTO COLACINO – ERIKA LIPAROTI
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